La macchina del funky

Il distinguo di Di Battista su Fabio Fucci

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Fabio Fucci è stato indagato e archiviato in un’indagine scaturita da un impresario di pompe funebri di Pomezia. Lo ha riferito lui stesso in un post su Facebook in cui solidarizzava con i suoi colleghi Filippo Nogarin e Federico Pizzarotti, nel frattempo sospeso dal M5S e in attesa di essere cacciato. Dell’indagine che ha coinvolto Fucci però non si è saputo nulla, facendo sorgere spontanee alcune domande: anche Fucci non ha fatto sapere nulla al direttorio dell’indagine? Se sì, verrà sospeso dal MoVimento 5 Stelle?A tutte le questioni replica oggi Alessandro Di Battista in una intervista rilasciata ad Annalisa Cuzzocrea di Repubblica:

Anche il sindaco di Pomezia Fabio Fucci ha raccontato di aver ricevuto mesi fa un avviso di garanzia. Come vi comporterete?
«Sì, relativo a una querela per diffamazione»
E il direttorio ne era a conoscenza?
«No, io non lo sapevo, ma è una cosa molto diversa. Quasi tutti nel Movimento siamo stati querelati per questo reato».
Avete sospeso Pizzarotti per una questione di trasparenza, perché non ha detto nulla dell’avviso di garanzia. A questo punto arriverà la sospensione anche di Fucci?
«Non si può pensare che un abuso d’ufficio per una nomina del teatro sia uguale a una querela per diffamazione. Un conto sono le ipotesi di reato che riguardano l’attività politica e un altro è la diffamazione: anche io sono stato querelato per lo stesso motivo».
E l’ha comunicato al Movimento?
«No, non è arrivato alcun avviso di garanzia. Ma, ripeto, quelle querele sono normali quando si fanno tante denunce pubbliche».

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Quindi, sostiene Di Battista, l’avviso era relativo a una querela per diffamazione, e non “le ipotesi di reato che riguardano l’attività politica” (intendendo forse l’attività “amministrativa”). Quindi un’indagine per diffamazione non è un’indagine che va comunicata al MoVimento. Prendano nota i grillini eletti di questo ennesimo distinguo: è la miliardesima regola non scritta del MoVimento senza regole. Fucci, intanto, intervistato sul Corriere della Sera, conferma la storia e di non aver avvertito i vertici del MoVimento, ma continua anche a solidarizzare con Pizzarotti:

«Se fosse stato un avviso di garanzia riconducibile a miei atti da sindaco o alla mia amministrazione, avrei informato i cittadini, lo staff, i vertici del Movimento: la trasparenza è uno dei nostri cavalli di battaglia. Non l’ho fatto perché era solo una denuncia per diffamazione, accusa poi giudicata “infondata”».
È d’accordo con l’esclusione di Pizzarotti?
«Non entro in merito, ma lui è un ottimo sindaco, sta facendo cose egregie a Parma, ho la massima stima verso il suo operato».
Il Movimento allora sta sbagliando?
«Diciamo che in questo momento c’è uno stato emotivo tempestoso, spero però che la situazione si sistemi presto, perdere Pizzarotti sarebbe un peccato, è una persona capace. Ma il Movimento agisce sempre per il bene e con le migliori intenzioni».
Forse Pizzarotti è diventato troppo ingombrante per i Cinque Stelle?
«Ripeto: per me lui è un ottimo sindaco che sta facendo un ottimo lavoro a Parma»

Tutto chiaro, no?