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Le dimissioni di Gianfranco Miccichè dalla Lega Calcio (spiegate)

gaetano miccichè lega

L’agenzia di stampa ANSA scrive che Gaetano Miccichè ha appena comunicato ai suoi più stretti collaboratori e alle istituzioni di vertice dello sport la sua decisione di dimettersi da presidente della Lega Calcio. Cosa è successo? La storia è un po’ lunga ma comincia quando nell’ottobre scorso la Procura della Federcalcio ha aperto un’indagine sulla regolarità del voto dell’assemblea di Lega del marzo 2018, guidata dall’allora commissario Malagò, nella quale fu eletto presidente Miccichè.

Le dimissioni di Gianfranco Miccichè dalla Lega Calcio (spiegate)

Nel frattempo si sappia che stamattina Giovanni Malagò, numero uno del CONI, aveva negato di sapere qualcosa delle possibili dimissioni di Miccichè: “Io non so niente e qualsiasi cosa dicessi ora non sarebbe serio. Io con Miccichè – ha detto Malagò, a margine di un evento all’Università Cattolica di Milano – parlo da molto tempo tutti i giorni e di tante cose”. La storia in realtà poteva avere un effetto anche sul CONI di Malagò, visto che rischiava un commissariamento, come ha scritto Paolo Ziliani sul Fatto il 19 ottobre scorso:

Malagò, il presidente del Coni che il giorno dell’elezione (19/05/18) vestiva i panni di Commissario della Lega, rischia il commissariamento del Coni e la perdita della poltrona su cui siede da sei anni; Gaetano Miccichè, presidente di Lega, rischia di essere dichiarato decaduto (o di recitare la parte dell’offeso giocando d’anticipo e dimettendosi); e in quanto ad Andrea Agnelli, presidente Juventus, e a Mauro Baldissoni, vicepresidente Roma, sul loro capo pende la spada di Damocle di una squalifica.

IL TAROCCO DELLA NOMINA di Miccichè porta in bella evidenza anche la loro firma. Come forse non tutti sanno Miccichè, proposto ai club da Malagò, era ed è ancora presidente di quella Banca Imi che ha come debitori molti presidenti ed era ed è ancora membro del cda di RCS (leggi Urbano Cairo, presidente del Torino). Essendo il conflitto di interessi di evidenza lampante, a norma di statuto avrebbe dovuto essere eletto non a maggioranza ma all’unanimità. Cosa successe invece?

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Cosa è successo?

Successe che Agnelli, con la benedizione di Malagò, ne propose l’elezione non a scrutinio segreto (come previsto dallo statuto) ma per acclamazione; la manovra venne sventata dai garanti Mastrandrea e Simonelli che richiamarono tutti al rispetto delle regole; venne quindi effettuato il voto segreto al termine del quale, come da verbale dell’assemblea, Baldissoni rilanciò la proposta di elezione per acclamazione; molti si dissero d’accordo e Malagò, che dell’assemblea era presidente, dichiarò eletto Miccichè e ordinò che i voti non fossero scrutinati ma sigillati in un plico e chiusi a doppia mandata nella cassaforte della Lega. Un vero e proprio scasso delle regole. (…)

Un solo biglietto senza quel nome avrebbe reso impossibile la nomina del sodale di Cairo a presidente. Pecoraro ha chiesto di ascoltare i file audio dell’assemblea–truffa e farà, alla fine, quel che Malagò si è rifiutato di fare in sede di votazione, chiederà di togliere il sigillo al plico dei voti e li andràa leggere: per vedere se il nome di Miccichè figuri su tutti e 20 i biglietti. Non fosse così, il castello di sabbia crollerebbe miseramente.

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A breve è atteso un comunicato della Lega sulla vicenda. Le dimissioni di Miccichè nel frattempo sono arrivate.

EDIT: Il comunicato di Miccichè:

“Desidero annunciare, con questa dichiarazione, le mie immediate dimissioni dalla carica di presidente della Lega Serie A. Le indiscrezioni di oggi apparse sui giornali relative alla chiusura dell’istruttoria sulla mia nomina avvenuta venti mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono questa decisione. Sono stato chiamato in Lega con dichiarazioni unanimi di voto e gli ho dedicato molto tempo ed energie. Ho trovato una Lega commissariata completamente disorganizzata e che non aveva nemmeno la parvenza di una realtà efficiente. Tutti insieme, perché nessuno ha sollevato la benché minima obiezione in 20 mesi e le delibere che abbiamo preso sono state tutte all’unanimità, abbiamo preso una serie numerosa di iniziative che andavano nella giusta direzione”. “Non voglio entrare nel merito dello svolgimento dell’assemblea che mi ha eletto. Io non ero presente. Leggo solo un verbale firmato per accettazione da tutti gli azionisti presenti alla riunione alla quale hanno partecipato anche professionisti autorevoli e competenti come Gerardo Mastrandrea, Ruggero Stincardini, Ezio Simonelli, Paolo Nicoletti e il notaio Giuseppe Calafiori che, ognuno nel proprio ruolo, hanno vigilato sul corretto svolgimento dell’assemblea e nulla hanno avuto da eccepire”, aggiunge Miccichè, le cui dimissioni avvengono in ogni caso prima di qualsiasi provvedimento della procura sportiva.

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