Politica

L’ideona di Di Maio: più Cottarelli, meno Di Battista

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Ilario Lombardo sulla Stampa oggi disegna un percorso di “crescita” (qualunque cosa voglia dire) per il MoVimento 5 Stelle di governo, la cui svolta (prima a sinistra, furbissima, e poi di nuovo a destra) sarebbe parte della costruzione di una nuova forza moderata che nelle intenzioni di Di Maio dovrebbe prendere il posto di Forza Italia nell’elettorato italiano. In questa ottica, spiega la Stampa, ci vogliono più Cottarelli e meno Di Battista:

Come Silvio Berlusconi d’altronde Di Maio si è rivolto a professionisti della società civile e ha messo l’abito blu al suo Movimento. L’idea era già maturata a marzo, poco prima degli elogi di Di Maio ad Angela Merkel, per far dimenticare il prima possibile l’amor fou verso i gilet gialli e lo sbandamento venezuelano e anti-Macron verso cui lo aveva trascinato Alessandro Di Battista.

Nel M5S non si parla più di Franco delle colonie, ma di Carlo Cottarelli. La viceministra dell’Economia Laura Castelli, che sta acquistando più centralità ai vertici del M5s, tiene in gran considerazione gli ammonimenti dell’economista sulla spesa. E ieri il tweet di Cottarelli che definiva «palle» quelle di Salvini sul 3% è stato commentato positivamente dai grillini.

Poi le promesse sono promesse: e qualcuno a breve chiederà conto a Di Maio di dove sia finita l’operazione Mani di Forbice annunciata a fine 2018 per tagliare la spesa. «Dobbiamo limitare le sparate e le esagerazioni» Forse non lo dirà pubblicamente, ma tra queste include anche quella in cui annunciò l’abolizione della povertà.

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