Politica

«Di Battista è nella lista nera di Di Maio»

La storia tra Di Maio e Di Battista continua tra alti e bassi: “Luigi pensa ad Alessandro ma pensa molto meno al suo nuovo libro”

di maio di battista quota 41 - 1

Peggiora la situazione tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. E il bollettino delle condizioni meteorologiche lo fornisce il Fatto Quotidiano, come sempre molto attento ai sussurri e alle grida interne al MoVimento 5 Stelle. E anche nelle liste, visto che grazie a Luca De Carolis scopriamo che le fa anche Di Maio:

“Alessandro è finito nella lista nera” come sussurra preoccupato un parlamentare a lui vicino. E magari esagera, magari no. DI SICURO c’è rabbia nei confronti dell’ex deputato, e “non solo da parte di Luigi” come ammette una fonte di governo. Anche se a Otto e mezzo, due giorni fa, Di Battista ha proposto di non applicare il vincolo dei due mandati ai parlamentari a 5Stelle in caso di voto anticipato, proprio per dare un segnale di pace al vicepremier. “Voleva ribadire che anche se si votasse a settembre il capo dovrà essere Luigi, anche in Parlamento” traducono un paio di eletti.

Ma il capo e la sua cerchia non si fidano. “La questione non è all’ordine del giorno”riassume lo staff. Cioè si resta sulla possibile riforma del doppio mandato per i consiglieri comunali e municipali, annunciata dal capo una decina di giorni fa. Ma c’è altro. “Con Alessandro il rapporto è buono, ma noi dobbiamo pensare a lavorare”fa trapelare Di Maio.

alessandro di battista pausa non ricandida giugno 2017 - 2
Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista durante il tour siciliano. Il futuro prossimo e il futuro anteriore del M5S?

Ma sono decisamente più perfide le consuete fonti M5S: “Luigi pensa ad Alessandro ma pensa molto meno al suo nuovo libro”. E dietro c’è quel cattivo pensiero, che Di Battista spinga per le urne per ricandidarsi. Ma non solo. “Le sue critiche al M5S nel libro hanno fatto arrabbiare i parlamentari, Luigi deve tenere il gruppo” dicono dai piani alti. Proprio mentre l’ex deputato torna a invocare la revoca della concessione ad Autostrade, picchiando ancora sulla Lega “allineatissima al sistema, e infatti come il Pd si è fatto finanziare dai Benetton”.

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