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I deputati M5S assenti ingiustificati al voto di fiducia sul decreto Milleproroghe

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Ieri alla Camera il governo Conte ha posto per la prima volta la questione di fiducia su un provvedimento legislativo. Lo ha fatto sul decreto Milleproproghe. In base al Codice Etico del MoVimento 5 Stelle i parlamentari pentastellati hanno l’obbligo di votare la fiducia «ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle». Ed è in base a questo principio che il deputato pentastellato Giorgio Trizzino, pur se contrario all’emendamento che proroga la possibilità di ricorrere all’autocertificazione per adempiere all’obbligo vaccinale, ha votato a favore della fiducia.

Chi sono i deputati che non hanno partecipato al voto di fiducia sul Milleproroghe

Nel complesso però il governo ha ottenuto 329 voti a favore (il 6 giugno il governo Conte aveva incassato 350 voti). Gli ex M5S come ad esempio il patron del Potenza calcio Caiata e Tasso hanno annunciato l’astensione nel merito del provvedimento ma hanno votato la fiducia (così come Cecconi e Vitiello hanno votato sì). Assente invece l’ex M5S Silvia Benedetti. Altri 12 deputati della maggioranza erano invece assenti giustificati perché in missione. Ci sono invece almeno sette voti mancanti dovuti ad assenze non giustificate.

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Dallo Statuto del gruppo dei deputati del M5S [Fonte]
Di questi sette voti di fiducia in meno, cinque sono da parte di deputati del M5S e due della Lega. Tra i deputati pentastellati che non hanno votato la fiducia e non erano in missione ci sono Pino Cabras (che però stando ad un post su Facebook il 12 settembre risultava essere in Cina e quindi potrebbe non essere tornato in tempo), Valentina Corneli (a questo proposito l’articolo è stato editato il 17 settembre, l’edit è in calce) e soprattutto Sara Cunial, la deputata veneta novax che su Facebook aveva definito i vaccini “genocidio gratuito”. Dal resoconto stenografico della seduta non risulta che i tre deputati fossero in missione (l’elenco dei deputati in missione viene letto all’apertura dei lavori) e non si sono astenuti. Semplicemente al momento del voto di fiducia non erano in Aula.

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Il dubbio è che, soprattutto nel caso della deputata Cunial, l’assenza sia un escamotage per evitare di dover votare la fiducia ad un decreto eccessivamente pro-vax. In commissione alla Camera infatti i relatori di maggioranza avevano presentato un emendamento che abrogava quello presentato (e approvato) al Senato che rimandava l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per l’accesso alla scuola dell’infanzia e agli asili nido all’anno scolastico 2019/2020. Lo statuto del gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle però parla chiaro, le assenze devono essere motivate e comunicate. Inoltre “reiterate ed ingiustificate assenze” dai lavori della Camera costituiscono causa di sanzione. Le sanzioni possono comportare – in base alla gravità della situazione – “il richiamo, la sospensione temporanea o l’espulsione dal Gruppo” del deputato.

EDIT 17 settembre: La segreteria dell’onorevole Corneli ci fa sapere che l’assenza dell’onorevole durante il voto di fiducia sul decreto Milleproroghe è stata dovuto a gravi motivi personali comunicati e giustificati in anticipo al proprio gruppo parlamentare.

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