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Cosa succede a Trapani dopo il «ritiro» di Fazio

girolamo fazio

Girolamo Fazio, candidato sindaco a Trapani finito in un’inchiesta giudiziaria, è arrivato al ballottaggio (con il 31,79% dei voti) contro il candidato del Partito Democratico Pietro Savona (26,27%) per la carica. Oggi però ha invitato gli elettori a non votarlo e ha detto che se venisse eletto rinuncerebbe all’incarico, mentre si parla di un’altra richiesta di arresto da parte della procura, che lo accusa di corruzione. Cosa succede adesso a Trapani?

Cosa succede a Trapani dopo il «ritiro» di Fazio

Si pensava che il ritiro di fatto di Fazio promuovesse al ballottaggio il terzo classificato Antonio D’Alì, a sua volta oggetto di una richiesta di condanna per concorso in associazione mafiosa e sottoposto a richiesta di obbligo di dimora dalla DDA di Palermo. In realtà non è così. Il senatore di Forza Italia non potrà, ad oggi, concorrere contro Pietro Savona perché Fazio, secondo una mossa calcolata proprio per evitare questo scenario, non si è ritirato formalmente, ma ha invitato gli elettori a non votarlo.
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Un abbandono di fatto, ma non formale. Che quindi, spiega l’ufficio elettorale della Regione Siciliana, lo tiene formalmente in corsa per la carica impedendo così a D’Alì di poter subentrare. olo in caso di dimissioni di uno dei due candidati al ballottaggio entrerebbe in campo il terzo, secondo la legge regionale 9 del ’92, ma servirebbe una lettera formale alla commissione elettorale il giorno successivo alla proclamazione. Una possibilità esclusa dallo stesso Fazio nella conferenza stampa di oggi in cui ha annunciato la rinuncia all’incarico e invitato gli elettori a non votarlo. Fazio (sostenuto da Lista per Fazio, Uniti per il futuro, Progetto per Trapani, Trapani tua, Io ci sono) ha preso il 31,79% dei voti al primo turno e Savona (Pd, Cittadini per Trapani, Trapani svegliati) il 26,27%. Il senatore di Fi Antonino D’Alì (Forza Italia, Psi, Per la grande città) ha raggiunto il 23,46 %.