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L’addio di De Rossi e le scelte di Totti

totti de rossi

Dopo l’addio della Roma a De Rossi anche Francesco Totti comincia a ripensare al suo ruolo all’interno della A.S. Roma. Mentre i retroscena spiegano che il capitano dei giallorossi è stato defenestrato anche per essersi lamentato delle cessioni del “Mago di Siviglia” Ramon Monchi, colui che per far risparmiare la Roma ha venduto Nainggolan e Strootman e comprato Pastore a 24 miliardi garantendogli 4 milioni di stipendio, il Messaggero oggi racconta che anche per Totti è il momento del bivio:

E Totti che fa? Mica vorrà lasciare il tutto così. Ed ecco, appunto, ci ha pensato,eccome,anche in queste ore in cui si trova in Kuwait (per partecipare al Al-Round Tournament, un torneo di futsal). Sarebbe un eroe se si dimettesse subito, questo pensano tanti tifosi della Roma. Che ora non vogliono che si mischi la passione (De Rossi e Totti) con l’azienda, quindi via i romani da Trigoria ma per scelta propria, non per volontà altrui.

Chi sta con loro è complice, questo è in sintesi il messaggio di tanta gente. Francesco ha scritto a De Rossi: «Un giorno torneremo grandi insieme». Vuol dire che ora il Capitano (ex), grande, non si sente. Non ci si sente in questo contesto, perché poco utilizzato, poco ascoltato.

In questo contesto, spiega Alessandro Angeloni, anche Totti si sente di fronte a un bivio. Dare le dimissioni e andarsene insieme a De Rossi o restare a lottare per non dargliela vinta a “quelli là”, ovvero Pallotta e Baldini:

Poi pensi: ma perché dovrebbe darla vinta a chi non vede l’ora di liberarsi di lui? Ciò che dispiace a Totti – tra le altre – è il non aver potuto fare nulla per il suo amico De Rossi, defenestrato perché «non c’erano le condizioni tecniche». Ma è anche vero che lì, adesso, Totti, ha poco senso e dovrà decidere cosa fare da grande. Accettare o scappare, piegarsi per amore della Roma o l’abbandono, ma sempre per amore della Roma,oltre che di se stesso, del suo amor proprio, del rispetto per quel che è stato e per quel che significa per tanta gente.

Totti non può essere usato come uomo sulla poltrona, come quello da esibire per qualche selfie, per qualche autografo o come testimonial di un torneo o di una qualsiasi manifestazione, o per denunciare i problemi con gli arbitri (con l’Inter, ad esempio) o per paventare l’arrivo di un grande allenatore (Conte), quando poi «le condizioni» non c’erano e, stando a quanto racconta De Rossi stesso, ce ne sono meno di quanto si pensasse.

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