Coronavirus: cosa possono e devono fare i lavoratori

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2020-03-02

Italia Oggi pubblica un vademecum con le opportunità, i diritti e gli obblighi per i soggetti che devono o vogliono assentarsi

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Italia Oggi pubblica un vademecum per i lavoratori ai tempi del Coronavirus con le opportunità, i diritti e gli obblighi per i soggetti che devono o vogliono assentarsi dal lavoro.  I lavoratori, infatti, hanno a loro disposizione un ventaglio di opportunità per rimanere a casa, conservare la retribuzione, e non rischiare il contagio (nonché «gestire» la paura). Vediamo.

Cosa deve fare il lavoratore in caso di sospetto contagio?
Qualora, nel corso dell’attività lavorativa, il lavoratore venga a contatto con un soggetto «sospetto» (secondo la definizione del ministero della salute), il lavoratore deve subito informare il datore di lavoro. E deve, inoltre, prendere contatto con i servizi sanitari segnalando che si tratta di un caso sospetto di contagio Covid-19. Secondo le raccomandazioni ministeriali, inoltre, non bisogna recarsi al pronto soccorso, in ospedale o dal medico, ma occorre attendere l’arrivo dei servizi sanitari di pronto soccorso.

Cosa accade se non ci si reca al lavoro per paura di essere contagiati?
Se non ci si reca al lavoro per paura di essere contagiati si realizza un’assenza ingiustifi cata dal luogo di lavoro, situazione da cui possono scaturire provvedimenti disciplinari che possono portare anche al licenziamento.

Quali sono gli strumenti a disposizione del lavoratore?
Il lavoratore può fruire di permessi e riposi per motivi particolari e delle ferie in accordo con l’azienda.

Quali sono gli effetti di un’ordinanza che vieta ai lavoratori di uscire di casa?
Si verifica una sopravvenuta impossibilità al lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore. Se l’azienda è operativa, l’assenza è quindi giustifi cata, non sanzionabile dal punto di vista disciplinare, e va retribuita dal datore di lavoro.

coronavirus cosa devono fare i lavoratori
Coronavirus: cosa devono fare i lavoratori (Italia Oggi, 2 marzo 2020)

Cosa accade quando c’è lo stop dell’attività aziendale?
Quando c’è pure lo stop all’attività, invece, la situazione è assimilabile a mancata prestazione che non è imputabile all’azienda e neppure al lavoratore. Quindi l’azienda non è tenuta a retribuire i lavoratori, le cui assenze, tuttavia, non sono sanzionabili dal punto di vista disciplinare. In questi casi resta la via della cassa integrazione ordinaria

Cosa accade quando c’è un’ordinanza di sospensione dell’attività aziendale?
Si verifica la sopravvenuta impossibilità al lavoro per cause indipendenti dalla volontà del datore di lavoro. La situazione è assimilabile all’ipotesi di mancata prestazione non imputabile al lavoratore. Pertanto, questi non perde diritto alla retribuzione

Cosa accade se il lavoratore viene posto in quarantena obbligatoria?
È da considerarsi sottoposto a trattamento latu sensu sanitario e, pertanto, l’assenza dovrà essere disciplinata secondo le previsioni, di legge e contrattuali, che riguardano l’assenza per malattia, con le conseguenti tutele per la salute e la garanzia del posto di lavoro

Cosa accade se il lavoratore si pone o intende porsi in quarantena volontaria?
Se la quarantena è fondata (a ragione del contatto con soggetti contagiati), può rappresentare un comportamento di oggettiva prudenza, che può venire disciplinato come per le astensioni obbligate da ordinanza

Il lavoratore nelle zone a elevato rischio di esposizione al virus, può rifi utare la prestazione lavorativa?
Si ritiene legittimo, quindi anche non sanzionabile dal punto di vista disciplinare, il comportamento del dipendente che si rifi uti di prestare attività di lavoro nelle zone con alto rischio di contagio. Il principio (l’art. 2087 del codice civile) legittima i lavoratori a non eseguire la prestazione, se non garantisce salute e sicurezza sul lavoro, conservando il diritto alla retribuzione

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