Cultura e scienze

Sapessi com’è strano il convegno dei terrapiattisti a Milano

Oggi a Milano è previsto un convegno di terrapiattisti. La quota di partecipazione è di 25euro. Tra gli organizzatori, Agostino Favari che parlerà di «curvatura assente tra Civitavecchia e l’isola del Giglio». Doveva esserci anche Diego Fusaro, per una volta turboterrapiattista, ma alla fine il filosofo ha dato buca agli organizzatori.

terrapiattisti a milano

Di Agostino Favari abbiamo pubblicato qualche tempo fa un intervento durante la presentazione della conferenza di Milano in cui se la prendeva con Umberto Guidoni:

Ma i terrapiattisti raccontano anche di un grande complotto globale che coinvolge Einstein:

I terrapiattisti dicono che basta la prova dell’acqua per dimostrare che la terra è piatta:

Ma a volte si stupiscono per una palla che rimbalza:

Guido Tonelli sul Corriere della Sera oggi ricorda che il gruppo di persone che si radunerà oggi a Milano per ascoltare relazioni dal titolo: «IlSole dista dalla Terra 5000 km» sono gli ultimi rappresentanti di un punto di vista che ha avuto illustri predecessori.

Fin dall’antichità il dibattito sulla forma della Terra è stato molto acceso. Sul tema si sono accapigliati anche i primi filosofi, i presocratici della Scuola di Mileto. Talete, il maestro per antonomasia, era un convinto terrapiattista. Ma anche il suo discepolo Anassimandro, che pure intuì per primo che la Terra galleggia nello spazio, le attribuiva una forma strana, una sorta di tozzo cilindro.

Fu Pitagora, secondo la tradizione, il primo a parlare di Terra sferica, anche se occorrerà arrivare al periodo ellenistico, con Eratostene di Cirene, per avere la prima misura
sperimentale della circonferenza della grande palla. Da allora sono passati più di 2000 anni e si sono accumulate prove innumerevoli della sfericità della Terra: dalle notazioni dei grandi esploratori, alle misurazioni astronomiche, fino alle osservazioni dirette, che, col pianeta sorvegliato da migliaia di satelliti, sono ormai attività di routine.

Ma perché c’è oggi chi crede a queste teorie bislacche:

È un pezzo di società nel quale scatta l’istinto di rivincita contro un sapere scientifico di cui si percepisce la potenza ma che non si capisce; ed ecco che non si teme il ridicolo pur di sognare di scoprire verità inconfessabili, di un lato oscuro della scienza che ne incrini alla radice l’autorevolezza e che faccia crollare l’intera costruzione.

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