Economia

Lo strano caso di Savona e del fondo speculativo

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Ricordate la storia di Paolo Savona e del fondo Euklid? L’economista, all’epoca in cui era in corsa per il ministero dell’Economia, aveva annunciato di aver rinunciato alla carica di presidente dell’hedge fund nato nel 2014 e basato a Londra e imperniato sull’uso di tecnologie come l’intelligenza artificiale e il registro digitale Blockchain. Ma oggi Federico Fubini sul Corriere della Sera ci racconta che le dimissioni non risultano ancora da nessuna parte:

Il ministro non nasconde di essere azionista della società,  che controlla un fondo speculativo ed effettua anche scommesse ribassiste sui mercati. Come prevede la legge, nel sito della Presidenza del Consiglio un modulo ad hoc e la sua dichiarazione dei redditi indicano il possesso di quelle 50mila azioni, stimate al valore nominale di 56.355 euro (Savona denuncia poi in totale altri 1,3 milioni di euro custoditi in Svizzera, parte in una polizza e parte in un conto). .

La particolarità è che la carica di presidente, quella alla quale Savona ha rinunciato, nel diritto societario britannico non esiste. O meglio, non come in Italia. A Londra essa è determinata dalle regole interne  dellasocietà e a Euklid il presidente dispone di un voto doppio, secondo le dichiarazioni depositate al registro delle imprese o Companies House.

 

savona euklid

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In realtà, infatti, questo registro alla pagina sulle «persone» attualmente in carica a Euklid Ltd ieri sera enumerava solo due «director», senza qualifiche specifiche ma definiti «active»: il primo è il 34enne italo-americano Joseph Bradley, il secondo è Savona. Ciò appare in contrasto con la dichiarazione presentata dallo stesso ministro il 6 agosto scorso per la presidenza del Consiglio: lì Savona lascia vuota la casella sull’esercizio di eventuali funzioni di amministratore o sindaco di società.

Di certo a Roma l’Autorità antitrust, incaricata di controllare, per ora non ha segnalato conflitti d’interesse riguardo all’economista. È possibile che Euklid abbia scordato di segnalare al registro delle imprese che Savona non è più attivo come «director», membro di un organo di vertice composto di due persone. Di sicuro sarebbe una dimenticanza rischiosa, perché essa rende potenzialmente responsabile il ministro delle azioni dell’«hedge fund».

E visto che il fondo effettua anche scommesse ribassiste sui mercati, per Savona è il caso di mollare il prima possibile.

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