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Come Conte vuole togliere a Solinas il pretesto per cementificare le coste della Sardegna

Ieri sera l’ostruzionismo del centrosinistra e del M5S ha inchiodato fino a notte fonda il provvedimento con cui la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione Sardegna intende allentare i vincoli del Piano paesaggistico regionale con un'”interpretazione autentica”. E intanto spunta la mediazione di Palazzo Chigi sulla Sassari-Alghero

Nei giorni scorsi abbiamo parlato delle modifiche al Piano Paesaggistico Regionale che la Regione Sardegna vuole implementare e degli allarmi degli ambientalisti che sostengono ci sia un rischio cementificazione. Oggi il Manifesto annuncia che mentre la discussione sul PPR in consiglio si è protratta fino a notte fonda, spunta un tentativo di mediazione del governo Conte.

Come Conte vuole togliere a Solinas il pretesto per cementificare le coste della Sardegna

Ieri sera l’ostruzionismo del centrosinistra e del M5S ha inchiodato fino a notte fonda il provvedimento con cui la maggioranza di centrodestra alla guida della Regione Sardegna intende allentare i vincoli del Piano paesaggistico regionale con un'”interpretazione autentica”. Una valanga di emendamenti, illustrati con una maratona di interventi dalle minoranze, ha costretto a un superlavoro anche i dipendenti del Consiglio regionale, bloccati nel palazzo da ieri mattina. Si riprenderà oggi alle 15. Le posizioni sono chiare: la maggioranza insiste per approvare una norma che ritiene necessaria per sbloccare la prosecuzione della quattro corsie Sassari-Alghero e della Olbia-Arzachena e che, al tempo stesso, sottrarrebbe (con effetto retroattivo) alla copianificazione col ministero gli interventi edilizi sulle coste, sui beni identitari e sulle zone agricole. Centrosinistra e M5S sono convinti, invece, che il provvedimento, in discussione in Aula da due giorni e su cui in Quarta commissione (Governo del territorio) la maggioranza non ha voluto audizioni, sia un “grimaldello” per far saltare le tutele che il Ppr del 2006 ha imposto soprattutto sulle coste e spianare la strada a speculazioni vecchie – già bloccate dal Piano – e nuove. I tentativi di arrivare a un accordo ieri notte non sono riusciti. Uno dei punti di discussione, fa sapere il Manifesto, è che la questione della fattibilità della Sassari-Alghero può essere risolta direttamente dal governo. E qui entrerebbe in gioco Palazzo Chigi:

Secondo l’opposizione, infatti, nella prossima seduta programmata il Consiglio dei ministri potrebbe esprimere un parere sulla quattro corsie che supererebbe quello negativo della sovrintendenza e del Mibact. Una mediazione del governo sulla base dello stesso Ppr, che all’articolo 20 delle norme attuative prevede deroghe ai vincoli paesaggistici nel caso della realizzazione di opere pubbliche di interesse regionale. Una mediazione, dicono le opposizioni, che toglie alla giunta di Christian Solinas il principale argomento a sostegno dell’approvazione della legge in discussione.

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Intanto nel pomeriggio di ieri sono volate persino parolacce fra i consiglieri degli opposti schieramenti, che hanno indotto il presidente Michele Pais a richiamare all’ordine i colleghi, in un’Aula dall’atmosfera sempre più tesa col passare delle ore. Come evidenziato in particolare da Pd e Progressisti, in particolare dalla relatrice di minoranza Maria Laura Orru’, l’interpretazione autentica proposta dalla maggioranza, oltre a spalancare le porte a interventi speculativi in zone di pregio della Sardegna, avrebbe effetto retroattivo e spianerebbe la strada a lottizzazioni già bloccate dal Ppr. L’ex sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Progressisti) e il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau hanno citato in particolare il progetto turistico di Costa Turchese, in Gallura, in aree di proprietà della famiglia Berlusconi, e un altro per un mega-resort a Capo Malfatano (Cagliari). La nuova norma – se approvata – secondo Zedda, potrebbe avere ripercussioni anche sul caso Tuvixeddu, a Cagliari: un lungo contenzioso fra la Regione e l’impresa edile Cualbu che voleva costruire un quartiere vicino alla necropoli punica si era poi concluso a favore dell’ente pubblico.

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