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Giuseppe Conte e la flat tax inesistente di Salvini

In questo momento non posso parlare di flat tax e delle sue ricadute economiche visto che non ho nulla sul tavolo, e neanche Tria ce l’ha»

giuseppe conte

Giuseppe Conte parla oggi con Ilario Lombardo della Stampa per mandare qualche messaggio a Matteo Salvini, visto che evidentemente è impossibile per lui parlarci di persona. Conte dice che non vuole essere il premier che porterà l’Italia alla procedura d’infrazione e sollecita il Capitano a presentare qualcosa di scritto sulla flat tax, visto che ancora non lo ha fatto:

L’Europa soffia un alito di realismo su Conte. Lo sfidante è Matteo Salvini, ovvio. Ma il premier di suo non nomina né lui né Di Maio. Dalla capitale vietnamita parte un comunicato per replicare all’annunciato avvio della procedura, firmato dalla Presidenza del Consiglio, non dal ministero del Tesoro. Il capo del governo vuole un mandato pieno per trattare con l’Ue. E non basta il trasporto sentimentale del premier convinto che «in una famiglia sia possibile dialogare per persuadere anche i più scettici».

L’Italia ha meno di un mese per convincere l’Europa della bontà delle sue ragioni. E allora? «Nella lettera e nel comunicato non diamo i dettagli dei conti, è un elemento che non sottovaluterei» replica Conte misterioso. Non è escluso che da qui ai prossimi giorni volerà lui personalmente a Bruxelles. «Se necessario ci vado anche dieci volte. Sono disposto a fare qualsiasi cosa…». Conte tenta di spegnere i ruggiti di Salvini: «La procedura è parte delle regole Ue. Per un Paese che è nell’Unione non è sufficiente dire “non le riconosco”, perché quelle regole ci sono anche a prescindere dalla volontà del singolo Paese che subisce la contestazione».

giuseppe conte

Ora, bisognerebbe segnalare che nel discorso su Facebook con cui ha festeggiato la vittoria alle Europee il Capitano a più riprese ha segnalato che “gli economisti della Lega” hanno pronta la proposta della flat tax. Ma questa proposta non è stata presentata né a Conte né a Tria:

E dunque? «Io lavoro per modificare quelle regole. Ma la buona volontà non è sufficiente se non lavoriamo al loro interno per neutralizzare la procedura. Cosa faremo quando scatterà?». Il ragionamento fila ma come la mettiamo con Salvini che continua a tambureggiare sulla tassa piatta e 30 miliardi calcolati di deficit per finanziarla? «In questo momento non posso parlare di flat tax e delle sue ricadute economiche visto che non ho nulla sul tavolo, e neanche Tria ce l’ha».

E quindi? Quando Salvini ci mostrerà come coprire una spesa da una trentina di miliardi? Considerando che ci sono anche 24 miliardi di clausole di salvaguardia sull’IVA da annullare, non sarebbe il caso di cominciare a lavorarci?

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