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Il Comune di Roma cambierà il modulo per le vaccinazioni

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Il Comune di Roma cambierà il modulo per l’autocertificazione che conteneva la possibilità di somministrazione di vaccino monocomponente, come avevamo fatto notare su neXt Quotidiano venerdì scorso. Lo dicono i ministri della Salute e dell’Istruzione, Università e Ricerca, Beatrice Lorenzin e Valeria Fedeli, nella risposta alla lettera che la sindaca Virginia Raggi ha inviato, esprimendo “apprezzamento per la decisione assunta” dal Campidoglio, “di allinearsi alle indicazioni operative fornite” con le circolari Salute-Miur sull’applicazione della legge vaccini.

Il Comune di Roma cambia il modulo per le vaccinazioni

La Lorenzin e la Fedeli si dichiarano “a disposizione per chiarire ogni eventuale ulteriore dubbio” attraverso i propri Uffici legislativi, assicurando che i due dicasteri “stanno attentamente monitorando la corretta applicazione delle nuove disposizioni e interverranno prontamente in tutti i casi di mancata corretta applicazione delle stesse“. Nella lettera inviata alle ministre la sindaca sostiene che “La nuova normativa sulla prevenzione vaccinale è confusa, risulta poco chiara e viene infatti applicata in modo difforme da Regioni e Comuni in tutta Italia”. E conferma che il dettato normativo del ministero sarà seguito dal comune di Roma: “Il Ministero della Salute ha censurato solo il nostro modello di autocertificazione per l’ammissione ad asili nidi e scuole d’infanzia, che riportava pedissequamente una parte del testo di legge, ammonendoci in modo perentorio sulle responsabilità derivanti dalla mancata attuazione del dettato normativo al quale invece Roma Capitale intende dare seguito”. “A parte questa singolare circostanza, lo stesso Ministero non si è accorto che nel resto d’Italia c’è il caos e che per la scarsa chiarezza delle norme ogni amministrazione si regola come ritiene più opportuno per i propri cittadini residenti”, scrive la Raggi nella lettera.

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Nel modulo che risulta ancora pubblicato sul sito istituzionale, il Comune di Roma sembra voler venire incontro ai genitori no-vax con la creazione di un modulo per l’autocertificazione molto dettagliato dove metteva a disposizione una moltitudine di opzioni. L’autocertificazione serve solo a certificare lo stato della situazione vaccinale del bambino. È prevista, come stabilito dalla legge, la possibilità di esonero per avvenuta immunizzazione in seguito ad una malattia (ad esempio per morbillo e varicella). O meglio, come spiegava la sindaca Virginia Raggi nella sua lettera ai genitori, “di dichiarare alcune ipotesi di auto-immunizzazione”. Un genitore può anche attestare di avere la notifica di avvenuta immunizzazione ma che questa non risulta ancora disponibile (cosa che dovrebbe valere solo per il morbillo, visto che il medico deve dichiarare lo stato di malattia all’ASL).

Il problema del vaccino monocomponente

Se poi un genitore vuole prendere tempo, con l’attuale modulo non c’è nulla di meglio che dichiarare di essere in attesa di un appuntamento per l’effettuazione di analisi sierologica, oppure di aver ottenuto l’appuntamento ma di essere in attesa dell’esame. Oppure si può dichiarare di aver ottenuto l’appuntamento, di aver fatto l’esame ma di essere in attesa dei risultati. La legge prevede che chi risulta immunizzato naturalmente possa adempiere “mediante la somministrazione di vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste l’immunizzazione”. Anche se il Ministero precisa che “in ogni caso, effettuare una vaccinazione non comporta alcun rischio per un soggetto immunizzato, ma rafforza comunque le difese immunitarie”. Il problema è che al momento non risultano autorizzati in Italia prodotti vaccinali monocomponenti contro difterite, pertosse, morbillo, rosolia e parotite. L’attesa potrebbe essere quindi a tempo indeterminato e consentire di mandare i bambini a scuola evadendo l’obbligo. Perché chi presenta l’autocertificazione ha la possibilità di rinviare la presentazione dell’effettiva certificazione al 10 marzo 2018.

Il fac-simile dell’autocertificazione del ministero [Fonte]
Nella missiva al sindaco Raggi, Lorenzin e Fedeli precisano che “per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, incluse quelle private non paritarie”, la presentazione della documentazione richiesta sull’adempimento degli obblighi vaccinali “costituisce requisito di accesso”. I ministri evidenziano in particolare quanto esplicitato nella Circolare congiunta del 1 settembre, e cioè che in caso di mancata presentazione della documentazione entro l’11 settembre 2017, “già a decorrere dal 12 i bambini non potranno avere accesso” agli asili. Nella lettera si rammenta inoltre che “l’obbligo di vaccinazione si applica a tutti i minori da 0 a 16 anni a prescindere dalla frequenza scolastica”, e di conseguenza il rispetto della legge consentirà di ridurre il rischio di malattie ed epidemie anche in caso di contatti in luoghi diversi dalla scuola. Ancora, Lorenzin e Fedeli spiegano che l’obbligo indicato dalla legge per gli operatori di scuola e sanità riguarda la presentazione di una dichiarazione relativa alla propria situazione vaccinale, non a quella dei minori che frequentano la scuola. I ministri passano quindi a evidenziare la volontà e gli strumenti messi in campo (fra cui il numero di pubblica utilità 1500) per assicurare una “corretta e uniforme applicazione” della normativa sul territorio nazionale. Le titolari di Sanità e Istruzione richiamano anche il pronunciamento del Garante della privacy sul flusso di dati scuole-Asl-famiglie, e ricordano “le interlocuzioni” avviate con le Regioni Lombardia e Veneto “al fine di garantire che l’applicazione delle nuove disposizioni fosse conforme al dettato normativo sin dall’anno scolastico e dal calendario annuale 2017-2018. All’esito di tali interlocuzioni, entrambe le Regioni hanno ritenuto di conformarsi alle indicazioni operative fornite”. Secondo l’ADN Kronos il Dipartimento Servizi educativi e scolastici capitolino ha scritto al ministero di aver provveduto a dare “chiare disposizioni” alle strutture territoriali (i Municipi di Roma Capitale) per “l’adozione e la massima diffusione del modello di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà allegato alla circolare ministeriale del 16 agosto 2017”. Un modello di autocertificazione che non prevede per i genitori la comunicazione di essere in attesa del rilascio di vaccini monocomponenti o combinati in modo tale da tenere conto delle immunizzazioni esistenti, come invece nella lettera informativa inviata nei giorni scorsi dalla sindaca di Roma Virginia Raggi alle scuole comunali per ricordare ai genitori le novità introdotte dalla legge sull’obbligo di vaccinazione.

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