Economia

Così il Comune di Roma "dimentica" di spendere i soldi per gli autobus e i parcheggi

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Gli investimenti a Roma sono al palo? Vero, e uno dei motivi è che il Comune di Roma non sfrutta i fondi a disposizione. Come i 54 milioni in totale, di cui 20 per nuovi autobus, che vengono dall’«Accordo di Programma tra Regione Lazio e Roma Capitale in attuazione del programma di utilizzo dei fondi europei Por-Fesr 2014/2020 destinati a “Energia sostenibile e mobilità”».

Così il Comune di Roma “dimentica” di spendere i soldi per gli autobus e i parcheggi

Questi soldi sono frutto di un accordo già deliberato tra Regione Lazio e Comune di Roma e sono suddivisi in 14 milioni di tecnologie per la mobilità urbana di Roma, 20 milioni per i nodi di scambio dell’area metropolitana e 20 per l’acquisto di autobus elettrici e a metano. Ma la Regione Lazio fa sapere che per gli impianti semaforici intelligenti e i varchi di accesso, tipico esempio di tecnologia in mobilità urbana, Roma Capitale non ha ancora inviato atti e progetti: per questo quei soldi sono fermi. Così come sono fermi quelli per i parcheggi di scambio, dove c’era una lista già pronta preparata dall’amministrazione precedente che la Giunta Raggi ha chiesto di rivedere e modificare. Con calma, visto che anche qui di carte in Regione non ne hanno viste.Il Messaggero riepiloga oggi il tutto in questa infografica:

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«Accordo di Programma per l’utilizzo dei fondi europei Por-Fesr 2014/2020 “Energia sostenibile e mobilità”»

Cosa sta succedendo? Sul quotidiano Mauro Evangelisti riporta la voce della Regione: «Ci hanno inviato solo degli atti provvisori, alla fine è probabile che attingano alla gara di appalto nazionale indetta dalla Consip». Aggiungono dalla Regione: «La programmazione era mirata alla riduzione delle emissioni inquinanti, in particolare nell’area metropolitana, attraverso l’innovazione con impianti semaforici intelligenti, con l’acquisto di nuovi autobus ecologici e attraverso nuovi nodi di scambio. Pensare che queste risorse siano ancora ferme è sconcertante».

Tutte le volte che il Comune ha dimenticato di spendere i soldi 

Questo non è ovviamente l’unico caso in cui il Comune di Roma ha “dimenticato” di spendere i soldi dei fondi. In Regione ancora si chiedono come sia possibile per la Raggi chiedere più sicurezza per la città e dimenticare di partecipare a un bando per la videosorveglianza con i soldi messi a disposizione da via della Pisana. Eppure è accaduto, a causa della dimenticanza dell’invio delle carte da parte di un funzionario, che a quanto pare è stato almeno punito.

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Le cifre del dissesto in ATAC e nel bilancio del Comune (Il Messaggero, 25 agosto 2017)

Poi c’è stato il caso dei bandi per i fondi alle biblioteche, spiegato dal consiglio di amministrazione di Biblioteche di Roma in modo cristallino: tra il 28 aprile (data della scadenza del bando) e “marzo” (data dell’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione) ci sono “pochi giorni” di differenza. Evidentemente deve trattarsi di qualche riforma del calendario di rito capitolino. Nella lista ci sono anche i 40 milioni non spesi per l’emergenza abitativa, una storia venuta fuori dopo lo sgombero di via Curtatone, o i fondi per il sociale che un municipio dimenticò di chiedere allo stesso comune. Fino alle scuole e ai nidi. Ma d’altro conto loro avevano promesso trasparenza, mica efficienza. No?

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