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Il Municipio a 5 Stelle che si dimentica di chiedere alla Giunta Raggi di stanziare i fondi per i Servizi Sociali

municipio xi servizi sociali saish aec voudouri

Il Comune di Roma ha destinato 9 milioni di euro per il Sociale, l’annuncio era stato dato a inizio ottobre da Virginia Raggi e una soddisfatta Assessora alla Persona, alla Scuola e alla Comunità solidale Laura Baldassarre che commentava dicendo che finalmente si sostituiscono le parole con i fatti e spiegando che in questo modo la giunta capitolina era riuscita a garantitire i fondi per l’erogazione di servizi essenziali. Servizi essenziali che comprendono quelli dedicati a disabili, anziani e minorenni e l’assistenza agli alunni disabili nelle scuole. Guardando però la ripartizione dei fondi per i singoli Municipi si è capito fin da subito che quei fondi non sarebbero stati sufficienti a coprire le necessità dei servizi erogati dai singoli Municipi. Del resto sembrava davvero impossibile che quei 100 mila euro erogati al Municipio XI potessero davvero essere sufficienti.
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Il Municipio rimasto senza fondi per i Servizi Sociali essenziali

Con altrettanta enfasi l’assessora al Sociale del Municipio XI dava Marina Voudouri dava l’annuncio che – nonostante casse vuote e debiti alle stelle – il Municipio era riuscito a garantire la copertura dei servizi sociali essenziali senza creare debiti fuori bilancio. Insomma nessun taglio al sociale. Eppure quei centomila euro, denunciavano le opposizioni, serviranno a malapena a coprire le necessità per l’AEC ovvero l’assistente educativo culturale nelle scuole. Va fatto notare che quei fondi sono arrivati perché tanti ne ha chiesti il Municipio: altri Municipi (sempre governati dal Cinque Stelle) hanno chiesto e ottenuto di più. Si fatica a capire come mai l’assessora municipale Voudouri e il Presidente Mario Torelli non abbiano fatto richiesta di fondi per altri servizi essenziali come l’assistenza domiciliare ai minori con disabilità (SAISH) o quella per gli anziani e i disabili. Senza contare che per far fronte al problema e recuperare altri fondi il Municipio è stato costretto a tagliare anche altri servizi.
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Fino a qualche giorno fa l’assessora Voudouri continuava a sostenere che non era intenzione della giunta municipale fare tagli all’assistenza domiciliare. Stesso concetto ribadito anche sulla pagina M5S del Municipio XI che in modo assai curioso è diventata di fatto la pagina istituzionale del Municipio (a tal proposito segnaliamo che la pagina Facebook istituzionale del Municpio XI risulta “non più attiva”) dove si accusava chi annunciava l’imminente interruzione dei servizi sociali essenziali di fare propaganda sulla pelle dei più deboli.
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La sospensione del SAISH per alcuni utenti 

Eppure il servizio SAISH – che è uno dei servizi essenziali di assistenza – era già stato sospeso per molte famiglie già a partire dal cinque ottobre proprio per la mancanza di fondi. Come riferisce Roma Today i servizi della Cooperativa Mirjac Onlus sono stati interrotti il 5 ottobre mentre quelli erogati dalla Cooperativa H Anno Zero sono in scadenza il 15 ottobre. Come se non bastasse l’AEC è stato ridotto del 50%, e sono in scadenza diversi bandi per l’assistenza ai disabili. All’interno del gruppo Facebook Consulta H Municipio XI (che fa da sportello informativo sulla disabilità) l’assessora Voudouri è intervenuta spesso nei giorni scorsi per spiegare la situazione del bilancio e garantire che il SAISH non sarebbe stato interrotto. L’Assessora ha spiegato anche che la mancata richiesta di stanziamento di maggiori fondi per il Sociale è stata dovuta al fatto che «nessun servizio veniva riportato con scadenza a settembre. La prima scadenza era per SAISH per il 15 ottobre. Tuttavia, questo si è successivamente rivelato un errore in quanto il Direttore ha comunicato alla cooperativa Mirjac la Interruzione del servizio il 5 ottobre e alla H Anno Zero l’8 ottobre. Questa ultima ha anche ottenuto una proroga fino al 16 ottobre». Non era quindi vero che i servizi non sarebbero stati tagliati perché il Municipio aveva già comunicato alle due cooperative la fine degli stanziamenti necessari per poter proseguire l’attività. In pratica il Municipio non si era accorto che i servizi erano in scadenza e andavano rifinanziati. Dopo aver a lungo negato il fatto che ci sarebbero stati tagli al sociale finalmente si capiva che il problema era dovuto al fatto che la giunta del Municipio aveva fatto un errore di calcolo. Errore che è stato finalmente riconosciuto nella seduta del Consiglio Municipale di ieri sera in seguito alla quale l’assessora ha annunciato che è stata già fissata per oggi pomeriggio una seduta della Giunta capitolina per chiedere un ulteriore stanziamento di fondi al Municipio XI. Interessante notare che anche la Raggi aveva parlato di un errore in sede previsionale di bilancio ma aveva garantito la continuità nell’assistenza:

Abbiamo scongiurato il pericolo di sospendere i servizi dedicati a disabili, anziani e minorenni garantendo l’assistenza agli alunni disabili. Soldi che servono per dare quella continuità al servizio che era venuta a mancare a causa di una errata programmazione in sede di previsionale di bilancio

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La riunione del consiglio di ieri ha anche trovato il modo di prorogare i servizi essenziali di assistenza fino a novembre (togliendo fondi da altri progetti secondari e non essenziali), da lì in poi però scadranno altri servizi, per un totale di circa 600.000 euro, servizi che ad oggi non sono ancora stati finanziati. Ma anche negli altri municipi le cose non vanno meglio, nel Municipio III (che pure ha ricevuto ben 433.470 euro) la situazione non è certo delle migliori, i fondi per l’AEC ci sono sì, ma non per garantire la copertura di tutte le ore di didattica. Risultato: gli alunni con disabilità sono stati costretti ad uscire con due ore in anticipo sull’orario normale delle lezioni e i genitori degli alunni hanno messo in scena una singolare protesta facendo uscire dalle aule i compagni di scuola degli studenti con disabilità per manifestare la loro solidarietà con i 31 alunni costretti a uscire prima per la mancanza degli educatori. Al grido di “Se esce uno, usciamo tutti” i piccoli alunni dell’Istituto comprensivo Montessori si sono radunati davanti ai cancelli per chiedere parità di trattamento e accesso al servizio educativo per i compagni con disabilità.