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Il presunto complotto nel PD per far fuori Renzi

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Cene, fronde e accordi sulle legge elettorale. Un fantasma s’aggira per i giornali italiani oggi: è il fantasma del complotto per far fuori Renzi. A raccontarlo sul Giornale c’è una firma d’eccezione: quella di Yoda, personaggio di Guerre Stellari, mentre i retroscena di Stampa e Corriere della Sera si concentrano sulle trattative per la legge elettorale, che Berlusconi sta mettendo in scena per cercare di scavalcare il segretario del Partito Democratico.

Il presunto complotto nel PD per far fuori Renzi

Ma è l’articolo sul Giornale quello più fantasy: comincia con Massimo Mucchetti che racconta di una proposta di legge elettorale con premio di coalizione che sarebbe rifiutata da Renzi ma caldeggiata dai numi tutelari del PD: Prodi, Letta (?), Napolitano. Prosegue con una cena al Poetto, ristorante di Prati, a cui presenziano PD e SEL, tra cui Ugo Sposetti, Dario Stefano e il senatore orlandiano Massimo Caleo: «Bisogna aspettare – osserva – il combinato disposto tra il confronto su una legge elettorale che preveda il premio di coalizione e una sconfitta nelle amministrative siciliane. Potrebbe partire da lì l’ultima spinta per un’intesa tra Orlando e Franceschini. Magari con la benedizione di Prodi».
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Sempre nel ristorante – magari il retroscenista Yoda ha rimediato una cena gratis – c’è Arturo Parisi: «La verità – spiega ed è un paradosso che lo dica io, è che tutto dipende da Berlusconi, se accetta di fare una legge maggioritaria con premio di coalizione, pure nella versione che vuole lui, le cose possono cambiare». Questi gli ingredienti del complotto che Yoda serve ai lettori del Giornale, spiegando che comunque c’è poco tempo per attuarlo: alla fine di settembre, quando si comincerà a lavorare alle liste e Renzi avrà diritto di vita e di morte per la carriera politica di molti tra i complottisti.

L’abbraccio tra Pisapia e Boschi

E siccome Yoda non si mancare nulla, ci spiega che anche la foto dell’abbraccio alla Festa dell’Unità tra Maria Elena Boschi e l’ex sindaco di Milano fa parte di questa strategia. «Maria Elena – è la confidenza che Renzi ha fatto a un amico, a leggere la rubrica di Keyser Söze su Panorama- non voleva andarci. Ma io ho insistito: “Tu sei un’immagine del renzismo per cui devi incontrare Giuliano a Milano e abbracciarlo e, se lui si ritrae, devi essere comunque estremamente cordiale con lui”». E avete visto come ci sono rimasti Bersani e compagni di fronte alla foto dell’abbraccio».
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Andrea Carugati sulla Stampa invece, molto meno fantasy, ci parla della legge elettorale e di una manovra anti-Renzi per il premio di coalizione:

Tra i dem alla Camera si parla ormai solo di questo: conciliaboli, riunioni. In prima fila la sinistra interna e l’area che fa capo a Dario Franceschini, cattolici sparsi, ma sotto traccia il pensiero comincia a lambire anche settori renziani, compresi alcuni Giovani Turchi (non il leader Matteo Orfini): il premio alla coalizione viene visto come unica chance «per uscire dall’isolamento».
Ma non c’è solo questo: con il proporzionale il Pd al 25% rischia di portare alla Camera 150/160 deputati: 100 capilista bloccati scelti dal leader, gli altri eletti tra i tanti che si scanneranno per le preferenze. Ma fuori da Emilia e Toscana rischiano di passare solo i capilista. Uno scenario da incubo dal Piemonte alla Sicilia.

La legge elettorale

 
Sulla carta, spiega La Stampa, ci sono almeno 120 deputati dem a favore di una legge con le coalizioni. Un fronte che intende lavorare con il centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) che negli ultimi giorni ha trovato l’intesa sul premio alla coalizione. Ma il racconto rimane lo stesso: Orlando e i suoi che chiedono la coalizione, Renzi e i suoi che gliela negano:

Renzi non intende muoversi dall’idea di correre da solo. E ribadisce la volontà di mettere in lista volti nuovi, alimentando inquietudini anche tra i renziani che temono di restare a casa. Pisapia per ora resta a guardare. Se in autunno maturerà una legge con le coalizioni è pronto a lanciare a Renzi la sfida delle primarie. «Divisi si perde», il suo appello al Pd. E in molti lo stanno ascoltando.

pd 100 deputati
L’infografica del Corriere della Sera sui risultati elettorali con l’Italicum rivisto dalla Consulta (24 luglio 2017)

Sullo sfondo, ma mica tanto, i cento deputati che il PD rischia di perdere se si andasse al voto ora. Sul Corriere della Sera invece Maria Teresa Meli racconta di un faccia a faccia tra Gianni Letta e Pierluigi Bersani “avvenuto a metà luglio (il 14, per l’esattezza, nel l’anniversario della presa della Bastiglia), la sera, in un noto albergo dei Parioli, il Lord Byron. Un colloquio di mezz’ora per capire se gli scissionisti intendono aprire al premio di coalizione. E Mdp effettivamente potrebbe farlo permettere in difficoltà il Pd e perché dire premio di coalizione equivale a dire che Renzi non potrà essere premier”. Insomma, il complotto su Renzi si baserebbe su un Grande Accordo su una nuova legge elettorale. Visto quanto durano gli accordi politici in Italia, Renzi può dormire sonni tranquilli.