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I 100 deputati in meno nel PD se si votasse oggi

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In base ai sondaggi, se si votasse oggi il Partito Democratico avrebbe cento deputati in meno alla Camera con l’Italicum rivisto dalla Corte Costituzionale e nessun partito raggiungerebbe il 40% dei voti previsto per il premio di maggioranza: quindi i seggi a Montecitorio sarebbero spartiti con un proporzionale puro che porterebbe il PD ad ottenere tra i 160 e i 180 deputati. Con cento e passa parlamentari in meno (se si scende al 25% gli eletti sarebbero circa 140, col 23% più o meno centoventi), Tommaso Labate spiega che le deroghe per chi ha fatto più di tre legislature saranno ridotte all’osso così come le candidature della società civile:

Nel Pd, i sicuri di un posto alla Camera saranno i 100 capilista. Il primo eletto con le preferenze scatterà in più di metà dei collegi, un altro solo nelle regioni rosse. In caso di pluricandidatura, se la legge non cambia, l’eletto in più collegi non potrà scegliere a chi regalare il posto. Ci sarà, sentenza della Consulta alla mano, un sorteggio. La dea bendata, insomma, si siede al tavolo delle candidature,là dove il destino, una sua parte in commedia, la recitava anche in passato.

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L’infografica del Corriere della Sera sui risultati elettorali con l’Italicum rivisto dalla Consulta (24 luglio 2017)

Nel 2013, segretario Bersani, Paolo Gentiloni era a un passo dall’esclusione dalle liste. Lo recuperò nella sua quota, insieme a Michele Anzaldi ed Ermete Realacci, l’allora leader della minoranza, Matteo Renzi. E oggi ne ha preso il posto a Palazzo Chigi. Non erano stati così fortunati, cinque anni prima, né Ciriaco De Mita né Sergio Mattarella, che non ottennero la deroga dal Pd. Poco male. Il primo combatte ancora con tenacia, e fa il sindaco a Nusco. Il secondo, com’è noto, è presidente della Repubblica.

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