Economia

Come cala la spesa pubblica per investimenti al Sud

Nel 2019 il Sud entra in recessione (-0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord). Nel 2020 ci si attende una debole ripresa (0,2%) a fronte dello 0,7% del Centro-Nord

Mentre ArcelorMittal tenta di salutare l’ILVA con la scusa dello scudo penale, lo Svimez certifica il continuo calo della spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno: le uscite in conto capitale della pubblica amministrazione dal 2000 al 2018 si riducono da 22,3 miliardi a 10,3 miliardi, con una percentuale in crollo dal 39,2% al 29,8%. In altre parole il ritardo di spesa dei fondi europei, che sono risorse «straordinarie», e vedono 2,2 miliardi da certificare entro l’anno solo in riferimento ai Piani regionali, è una parte di un problema ancora più ampio. Fa ancora più clamore infatti quel 2,8% appena di pagamenti del Fondo nazionale sviluppo e coesione (dati al 30 giugno su un totale di 37,6 miliardi di risorse programmate).

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Fonte: Il Sole 24 Ore su dati Svimez (5 novembre 2019)

Per questo, spiega lo Svimez, nel 2019 il Sud entra in recessione (-0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord). Nel 2020 ci si attende una debole ripresa (0,2%) a fronte dello 0,7% del Centro-Nord. Oltre all’intervento pubblico di cui si è già detto pesano l’apatia e i consumi privati delle famiglie (-0,5% quelli alimentari) e l’interruzione della crescita occupazionale, con quello che per la Svimez è un effetto nullo del reddito di cittadinanza, e con un tasso di disoccupazione femminile che attestandosi intorno al 20% è tra i peggiori in assoluto delle regioni europee. L’associazione stima che per raggiungere i livelli occupazionali del Centro-Nord occorrerebbe creare 3 milioni di posti. E nel contempo calcola in aumento i cosiddetti lavoratori poveri (working poor): nel caso in cui il capofamiglia occupato ha un contratto di operaio la quota di nuclei in povertà assoluta è salita nel Mezzogiorno al 14,7%.

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