La macchina del funky

Combatti anche tu le ingiustizie con gli hashtag di Matteo Renzi!

La storia della norma salva-Berlusconi e quella dell’aereo di Stato devono aver svegliato Matteo Renzi, evidentemente più sensibile alle notizie sui giornali che ai dati sulla disoccupazione quando si tratta di reagire. E oggi, dopo aver annunciato con Davide Galeone il ritiro della norma dalla riforma del fisco (fatto che causerà un rallentamento dell’iter, tra parentesi), il presidente del Consiglio si è svegliato battagliero nei confronti delle ingiustizie (altrui, as usual). Ecco quindi la sua twittata con ricerca di colpevole per il crollo del viadotto Scorciavacche a Palermo, costato all’Anas la bellezza di 13 milioni di euro:

matteo renzi #finitalafesta
matteo renzi #finitalafesta

MATTEO RENZI E IL VIADOTTO SCORCIAVACCHE
Cosa dice l’Anas sul punto? La nota tecnica dell’azienda parla di “un anomalo cedimento del piano viabile in corrispondenza del rilevato retrostante della spalla del viadotto”, ma Repubblica descrive più dettagliamente l’accaduto: «metà della carreggiata è letteralmente sprofondata e la restante parte presenta una profonda spaccatura. Per fortuna nessun mezzo transitava quando è avvenuto il collasso del selciato. L’Anas ha perciò deciso la chiusura cautelativa al traffico veicolare della strada statale 121 “Catanese”, nel tratto compreso tra il chilometro 226 e il chilometro 227 nei pressi di Mezzojuso». Ma il premier vuole il responsabile, e anche l’Anas.

L’Anas ha subito contestato al contraente generale a cui è affidata l’esecuzione dell’opera il difetto di esecuzione, disponendo l’immediata installazione di un sistema di monitoraggio di tutte le strutture su cui si regge la strada realizzate nell’ambito del tratto interessato e ordinando di procedere al ripristino della carreggiata nel più breve tempo possibile. Il traffico è stato provvisoriamente deviato sulla strada provinciale 55, dal chilometro 10,5 al chilometro 12,4.

Ecco quindi che il «colpevole» si troverà assai facilmente. Qui infatti si scrive che “Alla guida del Contraente generale ci sono il Pm Pierfrancesco Paglini, coadiuvato dal Dpm Davide Tironi, dal direttore tecnico Giuseppe Buzzanca e da una qualificata squadra di professionisti» (qui invece le ditte che hanno effettuato i lavori). Ma che queste persone siano colpevoli di qualcosa lo deciderà, semmai, un’indagine e poi forse un processo. Non era garantista, il premier? E soprattutto: più difficile sarà spiegare che tipo di hashtag bisogna utilizzare quando le frescacce le fa Palazzo Chigi.