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Claudio Durigon si è dimesso da sottosegretario del governo Draghi

Alla fine il sottosegretario leghista ha ceduto alle pressioni esterne e interne, ma non ha rinunciato a contrattaccare contro gli avversari politici. Le reazioni della politica

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Ci sono voluti oltre 20 giorni e 160.000 firme, ma alla fine Claudio Durigon ha ceduto alle pressioni sempre più incessanti di larga parte della politica e, nelle ultime ore, anche del suo partito, e si è dimesso dal proprio incarico: da domani non sarà più sottosegretario all’Economia del governo Draghi. La ragione è legata all’ormai tristemente celebre video nel quale a Latina Durigon, davanti al pubblico leghista in visibilio e al leader del suo partito Salvini (muto) propone in modo surreale di togliere il nome di Falcone e Borsellino da un parco cittadino e reintitolarlo ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito. Solo pochi mesi prima lo stesso Durigon era stato ripreso da una telecamera nascosta di “Fanpage” mentre rivela (o millanta) che la Lega ha piazzato e, di fatto, controllato “il generale che indaga sui 49 milioni di euro” (VIDEO)

Fascismo: Durigon, ‘mi scuso, mai fascista e sempre contro dittatura’

“Un processo di comunicazione si valuta non in base alle intenzioni di chi comunica, ma al risultato ottenuto su chi riceve il messaggio: è chiaro che, nella mia proposta toponomastica sul parco comunale di Latina, pur in assoluta buona fede, ho commesso degli errori. Di questo mi dispiaccio e, pronto a pagarne il prezzo, soprattutto mi scuso. Mi dispiace che mi sia stata attribuita un’identità ‘fascista’, nella quale non mi riconosco in alcun modo. Non sono, e non sono mai stato, fascista. E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani”. Lo scrive in una lettera aperta il deputato della Lega Claudio Durigon, annunciando le sue dimissioni da sottosegretario all’Economia.

Durigon, Falcone e Borsellino eroi, modelli di senso dello Stato’

“Mi dispiace soprattutto che le mie parole, peraltro lette e interpretate frettolosamente e superficialmente, abbiano potuto portare qualcuno a insinuare che per me la lotta alla mafia non sia importante. È infatti vero esattamente il contrario: la legalità, e il contrasto alle organizzazioni criminali, sono per me dei valori assoluti, nei quali credo profondamente. Per questo, anche se le mie intenzioni erano di segno opposto, mi scuso con quanti, vittime di mafia (o parenti di vittime di mafia), possono essere rimasti feriti dalle mie parole. O, per essere più precisi, da una certa interpretazione che è stata data alle mie parole. E sottolineo che le mie scuse in questo senso, in particolare alle famiglie Falcone e Borsellino, e a quelle degli agenti di scorta caduti insieme a loro, sono sentite e profonde (come sentita e profonda è, per me, la convinzione nel valore della legalità)”. Lo sottolinea in una lettera aperta il deputato della Lega Claudio Durigon, annunciando le sue dimissioni da sottosegretario all’Economia.

“È per questo che mi indigna veramente -aggiunge- il fatto che qualcuno, forzando il senso delle mie parole, mi abbia accusato di mancanza di rispetto e di ingratitudine nei confronti dei giudici Falcone e Borsellino. Che invece, per me (e per moltissimi della mia generazione), sono non solo due figure eroiche, ma anche dei modelli di etica, di civismo, di senso dello Stato. Anche per questo, sono disgustato da alcuni media che mi hanno addirittura accostato ai clan rovistando nella spazzatura al solo scopo di infangarmi.

Nel congedarsi, Durigon non rinuncia a togliersi diversi sassolini dalle scarpe, passando al contrattacco.

‘Contro di me per coprire Viminale su sbarchi e rave e Conte su Talebani’

“Ho dovuto constatare sulla mia pelle, con grande amarezza, che esistono professionisti della strumentalizzazione che hanno usato le mie parole per attribuirmi a tutti i costi un’etichetta che non mi appartiene, con l’unico fine di colpire me e il partito che rappresento. Si tratta di un’operazione che mi ferisce profondamente e che non posso più tollerare. Aggiungo che tutta questa polemica sta diventando l’alibi di chi, in malafede, intende coprire altri problemi: mi riferisco in particolare ai limiti del Viminale (più di 37mila sbarchi dall’inizio dell’anno contro i 17.500 del 2020 e i 4.800 del 2019, per non parlare dello scandalo del rave abusivo), o delle incredibili parole di Giuseppe Conte sul dialogo con i Talebani”. Lo scrive il deputato della Lega Claudio Durigon, in una lettera aperta in cui annuncia le sue dimissioni da sottosegretario all’Economia.

“E i vari professionisti della strumentalizzazione -aggiunge- sono gli stessi che ancora oggi troppo spesso tacciono quando si negano i massacri delle Foibe, o appoggiano Paesi e organizzazioni che inneggiano all’uccisione degli ebrei e alla cancellazione dello Stato di Israele”.

Conte, ‘finalmente dimissioni Durigon, M5S mantiene alto ethos pubblico’**

Raffica di reazioni dal mondo della politica. La più importante, la più attesa, era quella del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha affidato a un post su Facebook la sua soddisfazione per la notizia delle dimissioni di Durigon.

“Sono finalmente arrivate le dimissioni del sottosegretario Durigon. Come Movimento 5 Stelle avevamo prontamente denunciato l’incompatibilità con la permanenza nell’incarico di governo per chi aveva proposto di rimuovere l’intestazione del parco pubblico di Latina alla memoria di Falcone e Borsellino per restituirlo alla memoria del fratello di Benito Mussolini. Abbiamo insistito per questa soluzione non per accanimento nei confronti della persona, ma perché la buona politica non può esistere se separata dall’etica pubblica”. Lo scrive in un post su Facebook Giuseppe Conte.

“Chi ricopre funzioni di governo -prosegue l’ex premier- non può calpestare la memoria delle vittime della lotta alla mafia e disconoscere il fondamento antifascista della nostra Costituzione repubblicana. Il Movimento 5 Stelle sarà sempre impegnato a mantenere alta la soglia dell’ethos pubblico, perché questa è la necessaria premessa affinché i cittadini possano nutrire fiducia nelle istituzioni”.

Mauri (Pd), ‘dimissioni Durigon doverose e inevitabili’

Soddisfazione esprime anche il Partito Democratico. “Le dimissioni dal governo annunciate da Durigon sono doverose. Erano inevitabili dopo tutto quello che ha detto e fatto. Spero proprio che non farà o dirà altre cose simili. Non bisogna sottovalutare quello che è accaduto. Sia per Latina che per l’Italia”. Così su Twitter il deputato Matteo Mauri, responsabile PD immigrazione.

De Angelis (Lega), ‘contro Durigon squadrismo rosso’

Chi non l’ha presa affatto bene è la Lega, come dimostrano le parole, durissime, della deputata Sara De Angelis, che esprimono perfettamente gli umori della pancia leghista, costretta a ingoiare una decisione che, da soli, mai avrebbero voluto prendere.

“Contro Claudio Durigon” dichiara De Angelis “si è scatenato uno squadrismo rosso, una strumentalizzazione politica senza precedenti. Ma i postcomunisti non hanno titoli per dare lezioni di democrazia. Il giorno che faranno i conti con gli orrori della loro storia saranno più credibili”.