Politica

Chi farà parte della Segreteria del nuovo M5S targato Conte

Dopo “l’accordo” con Casaleggio con la consegna dei dati degli iscritti, il Movimento si appresta ad assumere (anche formalmente) l’identità di un vero e proprio partito. E nella dirigenza entreranno molte donne e nomi già noti al pubblico pentastellato

Segreteria M5S

La mutazione era evidente da tempo, fin da quando il Movimento 5 Stelle aveva iniziato a trovare alleanze di governo (prima con la Lega, poi con il Partito Democratico e, alla fine, con l’attuale maggioranza che sostiene il governo guidato da Mario Draghi). I pentastellati, oramai, hanno assunto tutte le sembianze di un vero e proprio partito e ora – con la guida di Giuseppe Conte – si pensa anche a una segreteria M5S. Già si fanno i nomi, con tante donne e figure che hanno già fatto la storia del Movimento.

Segreteria M5S di Conte, i nomi di candidati in lizza

In attesa di definire i tempi – che sembrano essere molto stretti – e le modalità con cui avverrà la consultazione degli iscritti per l’approvazione del nuovo statuto e la sua nomina a capo politico del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha già in testa un elenco di nomi che rappresenteranno la base della segreteria M5S. Una sorta di gruppo dirigente anche se i pentastellati, da sempre, sono allergici alla “verticalità” di un partito. Sta di fatto, però, che nella “stanza dei bottoni” emergono tante figure femminili, come spiega Il Fatto Quotidiano.

Si fanno i nomi dell’ex ministra Lucia Azzolina e dell’attuale vice-ministra al Mise, Alessandra Todde. Ma anche la vice-ministra all’Economia Laura Castelli, dimaiana di ferro, è una possibilità.

Poi c’è anche lo zoccolo duro che non dovrebbe rimanere fuori dalla segreteria. Si tratta degli ultimi due capi politici: Luigi Di Maio e Vito Crimi (ancora in carica con il suo mandato ad interim che non è ancora giunto al termine). Questi, dunque, i nomi che affiancheranno Giuseppe Conte nel futuro più immediato del Movimento 5 Stelle, sempre meno Movimento e sempre più partito. Il tutto per lasciarsi alle spalle l’Associazione Rousseau e Davide Casaleggio, dopo la fine di un rapporto finito malissimo.

(foto IPP/università di Firenze)