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Scuola dell'infanzia Frà Giuseppe di Castelfranco: l'asilo accusato di accettare i no-vax

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A Castelfranco (Treviso) qualche giorno fa è esploso il caso delle proteste dei genitori alla scuola dell’infanzia Fra’ Giuseppe un istituto paritario con sede a Villarazzo. A scrivere alla Direttore scolastico regionale non sono stati i genitori preoccupati, informati e no-vax ma gli altri: i genitori dei bambini vaccinati. La scuola dell’infanzia aveva deciso – secondo le accuse di un non meglio precisato gruppo di genitori – di accogliere anche i bambini non in regola con gli adempimenti previsti dalla legge Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie.

La lettera del Comitato che segnala le irregolarità della scuola

A scrivere alla Direzione regionale è stato il “Comitato per la legalità“, che a quanto è dato di sapere sarebbe composto da alcuni genitori dei piccoli alunni. Il condizionale è d’obbligo però perché alcuni genitori sostengono di non averne mai sentito parlare. Nella missiva inviata al Direttore generale Daniela Beltrame il Comitato scrive a nome dei “genitori dei bambini frequentanti la scuola dell’infanzia di Villarazzo” per denunciare che “sono stati accolti in questi giorni bambini che, non essendo in regola con le procedure richieste dalle istituzioni scolastiche statali nel rispetto della legge, in quanto figli di genitori “no vax”, risultano sospesi dalla frequenza nelle scuole statali ove si erano iscritti“.

La lettera è stata inviata il 27 settembre, quindi successivamente alla scadenza per la presentazione dell’autocertificazione, ed è stata inoltrata anche alla Prefettura e alla Procura. Don Domenico Pilotto, parroco di Salvarosa e amministratore della scuola parrocchiale, sostiene invece che la scuola abbia assolto a tutti gli obblighi di legge e che non competa all’istituto la verifica della documentazione presentata dai genitori. Al Gazzettino il parroco ha spiegato anche di voler accogliere tutti, lasciando anche ai no vax il tempo per mettersi in regola: «Non sono contrario alle vaccinazioni, tutti devono mettersi in regola, ma bisogna aiutare le famiglie, anche quelle contrarie ai vaccini, a crescere nella conoscenza, progressivamente».
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Nel gruppo Facebook del coordinamento dei genitori Corvelva (una delle associazioni “free-vax”) a quanto pare ci sono alcuni dei genitori dei bambini iscritti alla Fra’ Giuseppe di Castelfranco che ritengono che non esista alcun Comitato.
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Altri genitori del gruppo invece esprimono la loro solidarietà nei confronti delle “vittime della discriminazione” da parte dei pro-vax. Ovviamente i genitori dall’altra parte della barricata sono “delle merde” perché non insegnano l’accoglienza e la tolleranza nei confronti dei bambini più sfortunati: i figli dei no vax.

Anche le scuole paritarie devono far rispettare la legge sulle vaccinazioni obbligatorie

Nella polemica è intervenuto anche Stefano Cecchin, presidente della Fism (la federazione delle scuole materne paritarie) del Veneto per spiegare che la legge parla chiaro e anche per le scuole private è obbligatorio presentare la documentazione relativa all’adempimento degli obblighi vaccinali. Vale la pena di ricordare che solo per l’anno scolastico in corso il legislatore ha previsto che anche i bambini non vaccinati possano essere iscritti a scuola fino al 10 marzo 2018 se entro l’11 settembre i genitori hanno presentato l’autocertificazione dove dichiarano lo stato vaccinale del figlio.

Il fac-simile dell’autocertificazione del ministero [Fonte]
Stando alle accuse del Comitato l’istituto avrebbe invece accettato l’iscrizione di bambini i cui genitori si erano rifiutati di consegnare la documentazione: uno dei trucchi adottati dai no-vax per non incorrere in sanzioni e per evitare di dover vaccinare i propri figli. Spetta però alla scuola – contrariamente a quanto sostiene Don Pilotto – segnalare questi casi all’ASL competente. Il parroco però spiega che tutti i genitori hanno consegnato la documentazione e che non è suo compito verificane la regolarità aggiungendo che su circa 80 iscritti i casi di bambini non vaccinati sono “due o tre”. Il Direttore Generale dell’Usl Francesco Benazzi parla chiaro: «Le vaccinazioni servono, la linea del parroco non è condivisibile, la documentazione va verificata». Insomma, se la scuola si “è fatta fregare” dalle autocertificazioni alternative inventate dai free-vax la responsabilità è sua.