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Carlo Calenda e il «triste e squallido» attacco dei renziani

carlo calenda

Prosegue in grande armonia e unità d’intenti la campagna elettorale del Partito Democratico. Dopo l’uscita di ieri sul canone RAI, Carlo Calenda torna su Twitter a prendersela con chi lo attacca “ogni volta che devio dalla linea ufficiale o esprimo pensiero autonomo”. Calenda risponde a un tweet di Mario Seminerio (Phastidio) che citava un articolo di Repubblica a firma di Tommaso Ciriaco:

Per questo, il segretario manda le truppe scelte al contrattacco di Carlo Calenda, che per tutto il giorno bombarda la proposta renziana. E per questo dal Nazareno rimbalzano accuse pesanti contro il ministro dello Sviluppo economico: «Vuole mostrarsi affidabile con il mondo Mediaset – è la linea che ripetono a memoria i fedelissimi – perché punta a fare il premier di nuove larghe intese».

carlo calenda
Poi Calenda ha risposto anche ad altri utenti che lo chiamavano in causa dopo il tweet:
calenda
Dopo l’uscita del PD sul canone Rai, Calenda ieri aveva fatto notare che se lo Stato deve supplire al canone dando i soldi alla RAI non ci sono molte differenze rispetto alla situazione attuale: sempre di soldi dei cittadini si tratta. Per questo, spiegava il ministro, così sarebbe soltanto una partita di giro anche se di questo probabilmente i cittadini non si accorgerebbero, visto che vedrebbero soltanto che non viene più addebitato il canone nella bolletta dell’elettricità. Così come i “tagli di spesa” di solito si risolvono in tagli nei servizi al cittadino, che andrebbe comunque a perderci. A meno che Renzi non abbia individuato qualche cosiddetta “spesa inutile” da tagliare. Nel qual caso sorgerebbe spontanea la domanda: perché non lo ha fatto il PD al governo?

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