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I freevax sovranisti e il “complotto vaccinista” di Burioni alla commissione per l’abilitazione scientifica

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Ci volevano i freevax sovranisti per rendere eccitante la notizia della composizione della commissione per l’abilitazione scientifica nazionale per il settore concorsuale 06/A3 in microbiologia e microbiologia chimica da parte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Eppure è successo. Il motivo? I sostenitori della libertà di scelta in ambito vaccinale si sono accorti che tra i quattro docenti universitari sorteggiati figura il nome del professor Roberto Burioni.

La storia della Lega che nomina Burioni in commissione

Come è possibile, si chiedono alcuni “freevax” che il virologo del San Raffaele faccia parte di una commissione nominata da un Ministero che attualmente è “in quota Lega“? L’unica risposta è che Burioni, così come gli altri tre membri della commissione, non sono stati nominati dal ministro ma sono stati sorteggiati in base ad una procedura ben definita dal punto di vista amministrativo. Ma nemmeno questa risposta è soddisfacente.

 

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Dov’è il problema? Da una parte si rinfaccia alla Lega (segnatamente al ministro Bussetti, a Salvini e al Senatore Arrigoni) l’assegnazione del posto a Burioni impedirà «l’abilitazione di tutti quei medici che non ritengono che i vaccini siano l’acqua santa». Insomma il dottor Burioni (e con lui gli altri quattro componenti della commissione) sono stati messi lì in qualche modo per silenziare il dissenso sui vaccini in ambito medico-scientifico.

Come funziona la selezione delle commissioni di abilitazione

Il tradimento della Lega è ancora peggiore perché Burioni “ha fatto campagna elettorale per il PD”e quindi si sarebbero messi in casa un “nemico” doppiamente pericoloso: da una parte perché a favore dei vaccini dall’altra perché piddino. Come è stato possibile? Che la manina al lavoro presso la presidenza del consiglio dei Ministri, il MEF e il ministero del Lavoro sia riuscita a sgattaiolare anche al MIUR? Tutta colpa dei dirigenti del ministero nominati dai precedenti governi oppure c’è qualcosa che non sappiamo?

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Vediamo prima come funziona la selezione dei componenti della Commissione. La procedura è identica per tutte le commissioni nazionali. Innanzitutto bisogna fare domanda e per poterlo fare serve essere professori ordinari. Quanti medici free-vax son professori universitari? E quanti invece sono docenti in pensione o medici radiati dall’albo che non hanno mai insegnato all’università? Già da questo semplice criterio di selezione si capisce come mai non ci siano freevax, semplicemente perché a livello accademico non esistono o sono irrilevanti. Da anni nel dibattito sui vaccini i sostenitori della libertà di scelta e dell’antivaccinismo ci dicono che sulla pericolosità e l’utilità dei vaccini pediatrici il mondo scientifico è spaccato. La risposta è che non è così e che per ogni medico “free-vax” ce ne sono centinaia e migliaia di convintamente provax.

Aiuto! Matteo Salvini ha tradito la libertà di scelta!1

Ma non basta nemmeno essere professori ordinari. Gli aspiranti membri della commissione devono anche presentare un elenco delle pubblicazioni rilevanti ai fini della valutazione dell’impatto della produzione scientifica. Insomma è necessario aver prodotto negli anni una considerevole mole di pubblicazioni scientifiche. Di nuovo il campo si restringe. Quanti medici free-vax sono professori ordinari e hanno alle spalle un curriculum di pubblicazioni scientifiche riconosciute dalla comunità accademica? La risposta è – con qualche approssimazione – zero. Un po’ perché i free-vax e i no-vax si pongono contro l’accademia un po’ perché dopo lo scandalo Lancet-Wakefield non ci sono riviste scientifiche serie disposte a pubblicare quei lavori. E no, i video su YouTube e i post su Facebook non contano come pubblicazioni scientifiche.

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In parole povere i free-vax già per il solo fatto di esserlo probabilmente non hanno presentato la domanda. Ma anche se l’avessero presentata non avrebbero avuto i titoli per poter essere sorteggiati. Eh sì, perché alla fine della fiera non c’è una manina o un dirigente nominato dal Piddì che nomina la Commissione. Anzi: tutto avviene tramite un sorteggio informatizzato durante una seduta pubblica. Per rendere ancora più trasparente e non manipolabile i candidati vengono collocati in una lista in ordine alfabetico.

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Certo, si sarebbe potuto sorteggiare la cinquina della commissione di cui fa parte Burioni su base nazionale, consentendo a tutti di poter provare il brivido di far parte di una commissione ministeriale. Ma non è che funziona così nel mondo reale, in quello dove lauree, abilitazioni, pubblicazioni scientifiche e titoli accademici valgono di più dell’opinione della mammina informata che ha compulsato freneticamente Google la sera prima del colloquio vaccinale.

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Per i free-vax, quelli che sono in grado di comprendere un testo di microbiologia o di virologia anche se hanno un diploma di licenza media è a quanto pare impossibile capire il funzionamento del processo di selezione. Ci deve essere per forza qualcosa sotto. Come è possibile che Burioni – Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia, Dottore di Ricerca in Scienze Microbiologiche e Specialista in Immunologia Clinica ed Allergologia – faccia parte di quella Commissione? C’è una dittatura! strilla Isabella che è ancora indecisa se si tratti di una dittatura piddina o pentastellata.

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Altri invece se la prendono con Salvini, minacciano di votare CasaPound (un momento è già successa una cosa simile) e se la prendono con i politici eccessivamente proni “al vaccinismo scriteriato” ribadendo il principio di sovranità individuale: i fluidi vaccinali non hanno diritto di cittadinanza nel corpo del sovranista che per definizione gode di sana e robusta costituzione. Interpellato in merito alla vicenda (per la verità assurda, visto che basta la comprensione del testo per capire che non c’è alcun trucco) il prof. Burioni ha fatto sapere di non avere dichiarazioni da fare, se non il ricordare che non è stato nominato ma sorteggiato tra gli aspiranti commissari con una procedura del tutto trasparente.

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