Opinioni

Bruno Vallefuoco: il padre di una vittima di mafia contro Di Maio

Bruno Vallefuoco è il padre di Alberto, che insieme ai colleghi operai Salvatore De Falco e Rosario Flaminio venne ucciso 20 Luglio 1998 a Pomigliano D’Arco in provincia di Napoli perché scambiati per appartenenti ad un clan rivale a quello dei killer. «Per questo triplice omicidio sono stati condannati all’ergastolo Modestino Cirella, Giovanni Musone, Pasquale Cirillo, Pasquale Pelliccia e Cuono Piccolo come mandanti ed esecutori», racconta il sito Vittimemafia.it. Ieri, dopo la polemica alle celebrazioni di Don Peppe Diana Vallefuoco ha scritto questa status su Facebook che attacca il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio (MoVimento 5 Stelle):

…E QUESTI SAREBBERO IL NUOVO CHE AVANZA?
Non sono andato a Casale proprio perché avevo letto le dichiarazioni del Sig Di Maio che annunciava azioni eclatanti durante la commemorazione per don Peppe Diana. Approfittare di quel che doveva essere un momento solenne in Memoria di Giuseppe Diana, Eroe civile e Martire della Chiesa, ma anche in ricordo di tutte le Vittime Innocenti di cui la nostra regione ha, purtroppo il primato, per una mera speculazione elettorale credo sia la cosa più squallida che un politico possa fare.
Ma poi, quando parla di risarcimenti, di fondi sospesi ecc. il sig di Maio sa di cosa sta parlando? da quello che dice, non credo. E poi chiede di vedere i fatti? Ecco, se fossi andato a Casale sarei stato tentato di chiedergli conto dei suoi.
Ma forse, troppo impegnato a girare il Paese per la sua perenne campagna elettorale, dimentica che è lui il vicepresidente della Camera dei deputati, quella stessa Camera dove è ferma, non si sa per quale motivo, una proposta di legge che metterebbe finalmente fine a quella particolarità della legislazione italiana che, unica in Europa, divide le Vittime per categorie: mafie, terrorismo, dovere etc creando delle assurde quanto schifose discriminazioni: Vittime di serie A di serie B, etc , fino ad arrivare alla serie Z, la più reietta di tutte, quella della criminalità cosiddetta comune. Sa il sig Di Maio, Vice presidente della Camera, quante sono le famiglie che avendo perso, insieme alla persona cara, anche l’unica fonte di reddito non sanno più come mettere il piatto in tavola, conosce quanti sono quei giovani che hanno dovuto lasciare gli studi per cercarsi un lavoro ( come se fosse cosa facile) per poter dare una mano dopo l’assassinio di un genitore?

bruno vallefuoco
Lo status di Bruno Vallefuoco su Facebook

Lo sa il sig Di Maio che l’unico, anche se piccolissimo, segno di vicinanza queste famiglie l’hanno rucevuto non dallo Stato, di cui il sig Di Maio con la sua carica è uno dei più autorevoli rappresentanti, ma da altri familiari, quelli che, appartenendo alle categorie “privilegiate” hanno voluto utilizzare una piccola parte di quanto a loro concesso per creare delle borse di studio per quelli meno “fortunati”. No, il sig Di Maio queste cose non le sa, se le sapesse in calce a quella proposta di legge, insieme alla firma di deputati di varie parti politiche, forse ci sarebbe anche la sua e, chissà, utilizzerebbe il ruolo che in nome del popolo italiano gli è stato assegnato, perché quella proposta di legge arrivi finalmente al vaglio della Camera e possibilmente abbia il voto favorevole suo e del suo gruppo, mettendo da parte tatticismi e strategie tipici di quel vecchio modo di fare politico che dicono di combattere. I fatti, avrei detto al sig Di Maio, non si possono solo invocare agli altri, bisogna prima assumersi la responsabilità dei propri.

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