Politica

M5S-PD: Cucinelli il candidato del Patto Civico per l’Umbria?

L’imprenditore del cachemire aveva già rifiutato una proposta del PD ma potrebbe ripensarci dopo il colloquio con Di Maio. Gli altri nomi in pista

Chi sarà il candidato del Patto Civico per l’Umbria annunciato da Luigi Di Maio ieri e subito approvato entusiasticamente dal Partito Democratico?

M5S-PD: il candidato del Patto Civico per l’Umbria

Mentre il 27 ottobre si avvicina i nomi sul tavolo sono tanti ma uno è quello preferito: Brunello Cucinelli. Stilista, imprenditore e titolare di un’azienda di produzione di abbigliamento pregiato in cashmere, tre giorni fa si è sentito al telefono con il leader del MoVimento 5 Stelle e proprio in quel colloquio è nata l’idea di un reset dei partiti e della giunta di tecnici che poi Di Maio ha sostenuto nella sua lettera al Resto del Carlino. Cucinelli, imprenditore dal linguaggio colorito, è quindi il nome preferito dal M5S ed è apprezzato anche dal PD. Ma c’è un problema: lui ha già detto di no alla proposta di diventare il candidato governatore del Partito Democratico. Quindi le alternative sono due: o cercare di convincerlo a cambiare idea o dirottare le preferenze su un altro nome.

Che però non può essere Andrea Fora, già individuato dal PD. Lui, dirigente di Confcooperative Umbria che ha 30mila addetti, potrebbe contare su 100mila voti potenziali, ovvero il 10% dell’elettorato umbro, secondo il Corriere.

Fora è candidato civico stimato, dicono, da Virginia Raggi e Roberta Lombardi (fu spedito ai tempi di Mafia Capitale a decapitare le coop finite nell’inchiesta). E in più il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini fece un endorsement per Di Maio. Ma i 5 Stelle storcono il naso. Filippo Gallinella,deputato umbro, spiega: «È un candidato del Pd. Di Maio è stato chiaro: deve fare un passo indietro. A me piacciono figure come Brunello Cucinelli».

E poi c’è un altro problema, che spiega oggi Simone Canettieri sul Messaggero:

Fora  è rinviato a giudizio per frode nelle forniture alle mense scolastiche del Comune di Perugia. La vicenda è del 2016. Quando un’impresa controllata dal manager – che è anche l’ex presidente di Confcooperative – avrebbe somministrato, in un’occasione e a un solo bambino, una quantità di insalata e pisellini non biologici inferiore (di 20 grammi) a quella prevista dal capitolato. Da qui l’inchiesta e poi il processo, partito la settimana scorsa.

Una vicenda surreale per il diretto interessato: «Per la cronaca non ero io ovviamente a somministrare direttamente gli alimenti né a occuparmi dei fornitori – dice da giorni Fora – ma le cooperative direttamente interessate alla gestione del servizio». Ma per il M5S è abbastanza per non appoggiarlo. «Sul nostro codice etico non deroghiamo: siamo inflessibili».

Gli altri candidati

E allora se Fora non va bene e Cucinelli dice di no servono altri candidati. Da questa settimana inizieranno le trattative con un tavolo locale e uno nazionale, a Roma, che coinvolgerà anche i big del governo rossogiallo. Per il momento il cantiere è aperto. Ma ci sono i primi intoppi. I renziani umbri, capitanati dalla viceministra Anna Ascani, per il momento non si mettono di traverso. E gli altri nomi eventuali? Li fa il Corriere oggi:

La più gettonata è Stefania Proietti, sindaco«civico» di Assisi, eletta anche con i voti del Pd. Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, spiega: «È amica di Di Maio». Mamma e catechista, ingegnere specializzato in tematiche ambientali, Proietti è molto vicina alla Chiesa. Come Fora. Tanto che ieri si trovava a Madrid, a un’assemblea organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio: presenti Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, ma anche Gualtiero Bassettie Filippo Grandi, Alto commissario per i rifugiati dell’Onu.

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Il confronto in Umbria (Corriere della Sera, 16 settembre 2019)

Sulla scrivania, la sindaca Proietti ha «Laudato sii», l’enciclica di papa Bergoglio dedicata al Creato. Ma anche le sue competenze in materia ambientale potrebbero piacere: ha fatto una tesi sulle energie rinnovabili, si occupa di progetti sul cambiamento climatico, del quale ha parlato alle Nazioni Unite. Da tempo stava lavorando per creare le condizioni di una candidatura alle Regionali, ma il Pd le ha preferito Fora. Altro nome è quello di Antonio Baldassarre, che sarebbe stato sondato nelle ultime ore. Ma il presidente emerito della Consulta, di Foligno, ha 78 anni e difficilmente entrerà in gioco.

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