Politica

Anche Berlusconi contro "Peppa Pig" (e se la prende con la Rai, senza motivo)

@neXt quotidiano|

Berlusconi contro Peppa Pig

Un cartone animato che racconta le avventure di una famiglia di “maialini” e di altri animali sta unendo quello stesso centrodestra che, invece, è diviso su temi fondamentali (e livello economico e internazionale). Dopo la Lega e Fratelli d’Italia, infatti, anche Silvio Berlusconi si scaglia contro la decisione dei creatori di “Peppa Pig” che in una loro puntata hanno inserito due personaggi non in linea con l’idea della “famiglia tradizionale” a loro – ideologicamente – molto chiara a parole.

Berlusconi contro Peppa Pig se la prende con la Rai (senza motivo)

Intervenuto ai microfoni di RTL, il numero uno di Forza Italia è stato chiamato a commentare quell’assurda polemica che nel nostro Paese va avanti da giorni. E l’ha commentata così:

“È triste e preoccupante che si usi un cartone animato per veicolare una visione ideologica delle famiglie e la sessualità. Una cosa è rispettare tutti gli stili di vita e gli orientamenti affettivi, che meritano pari diritti e dignità, altro è proporre ai bambini modelli volti a condizionarli. Il caso del cartone animato Pappa Pig, trasmesso dal servizio pubblico, si inserisce in questo clima culturale sbagliato”.

E nella querelle – tristemente al passo dei tempi, in linea con questa campagna elettorale sui generis – di Silvio Berlusconi contro “Peppa Pig”, il leader di Forza Italia commette alcuni errori. Innanzitutto non si veicola nessuna visione ideologica, ma si normalizza una situazione che dovrebbe essere già considerata normale. Inoltre, l’ex Presidente del Consiglio se la prende con la Rai.

La televisione pubblica, però, non ha ancora trasmesso quell’episodio contestato – andato in onda solamente nel Regno Unito (essendo un cartone animato disegnato, creato e realizzato proprio lì). Insomma, quando Berlusconi se la prende con la Rai dimostra di non avere contezza di cosa sia realmente accaduto. Cavalcare polemiche senza sapere quale sia, in toto, l’oggetto del contendere.