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Il centrosinistra si è estinto ai ballottaggi

L’eccezione è Padova. Insieme a Lecce, Lucca e Taranto è la città dove il Partito Democratico vince, addirittura ribaltando il risultato del primo turno e strappando il comune alla Lega di Bitonci. Sul successo di Giordani, che quando sono state scrutinate 192 delle 206 sezioni, è avanti con il 51,9 % (oltre 3200 voti), ha influito in modo determinante l’apparentamento raggiunto con il professore universitario Arturo Lorenzoni, forte del 22% conquistato dalla sua Coalizione Civica l’11 giugno.

Il centrosinistra si è estinto ai ballottaggi

Per il resto il centrosinistra si è estinto. Genova, tra i 22 capoluoghi in ballo, segna il risultato simbolicamente più importante dei ballottaggi: più di undici punti separano il candidato del centrodestra Marco Bucci dall’avversario del centrosinistra Gianni Crivello: è la conferma che il cosiddetto “modello Toti”, dopo la conquista della Regione, mantiene il suo appeal. E il centrodestra, stando alle proiezioni, avanza a La Spezia – altra roccaforte del centrosinistra – Lodi e Pistoia. Prende, di fatto, l’emiliana Piacenza e la veneta Verona, dove Federico Sboarina ha oltre 15 punti di vantaggio su Patrizia Bisinella, compagna dell’ex sindaco Flavio Tosi e sostenuta dal Pd. E conquista Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia.
ballottaggio risultati genova
Proprio nel capoluogo abruzzese si registra una probabile débacle per il centrosinistra: il primo turno si era concluso con un netto vantaggio di Americo Di Benedetto, al ballottaggio, si registra un possibile ribaltamento a favore proprio del centrodestra con Pierluigi Biondi. Centrodestra che, inoltre, conquista Catanzaro con Sergio Abramo e Lecce con Carlo Maria Salvemini. Potrebbe, invece, fermarsi a Padova e Lucca: in entrambe le città il risultato è in bilico ma vede in vantaggio i due candidati di centrosinistra, Sergio Giordani e Alessandro Tambellini.

Il PD perde con il centrodestra e con i grillini 

“La Puglia è l’unica regione italiana dove il centrosinistra nella sua struttura più classica vince dappertutto, vince anche a Lecce dove questo non era mai avvenuto. Questo significa che il Pd deve prendere atto che solo costruendo coalizioni di centrosinistra è possibile sconfiggere il centrodestra risorto e il M5S che altrimenti vincono”, dice Michele Emiliano festeggiando i risultati nella sua regione. Ed è l’unico che può farlo. In Emilia Romagna per la prima volta nella storia il Pd conclude una tornata elettorale amministrativa senza vincere nemmeno un Comune: il risultato è infatti di cinque sconfitte su cinque nei Comuni superiori ai 15 mila abitanti, che diventano sei se si considera Comacchio, vinto al primo turno da una lista civica. Oltre a Parma, il Pd ha perso due comuni dove governava da anni: a Piacenza (vinto dal centrodestra con Patrizia Barbieri) e Budrio, roccaforte bolognese, vinta da Maurizio Mazzanti, sostenuto da una lista civica. A completare la sconfitta altri due Comuni dove il Pd e i suoi alleati erano all’opposizione già nello scorso mandato e dove ha vinto il centrodestra: Riccione ha infatti confermato Renata Tosi, Vignola ha incoronato Simone Pelloni. A completare il quadro, un’affluenza alle urne al di sotto del 50%, con una media del 47,31%.
ballottaggi pd 1
Il confronto con il centrodestra è impietoso, quello con il MoVimento 5 Stelle è ancora più allarmante. Guidonia Montecelio avrà un sindaco 5 stelle. A scrutinio completato, secondo i dati del Viminale, il candidato sindaco grillino Michel Barbet ha conquistato le urne con il 51,45%, sconfiggendo il candidato del Pd Emanuele Di Silvio, che si ferma al 48,55%.  Si profila una vittoria clamorosa dei Cinque Stelle a Fabriano (Ancona), dove Gabriele Santarelli, 40 anni, tecnico per la progettazione del verde e assistente parlamentare della deputata Patrizia Terzoni, a 36 sezioni scrutinate su 40 ha ottenuto il 59,76%% dei voti (6.358 preferenze) sul favorito della vigilia, il candidato del Pd Giovanni Balducci, 57 anni, ex assessore uscente al Turismo, sostenuto da Insieme per Fabriano, una coalizione composta dai Democratici e dalle liste civiche Fabriano popolare, Rinascimento e Liberamente. Quando sono state scrutinate 50 sezioni su 71 il candidato sindaco M5s Francesco De Pasquale è in testa con il 65,4%. Nessuna possibilità per un recupero del candidato Pd Andrea Zanetti che è al 34,6%. E’ la prima volta dalla proclamazione della Repubblica che Carrara ha un sindaco non di sinistra o di centrosinistra ed è la seconda città toscana governata da M5s dopo Livorno, conquistata due anni fa.