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Quanto ci vuole per sapere se Avigan funziona

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Ieri abbiamo annunciato l’ok dell’AIFA alla sperimentazione di Avigan – e ricordato che il governatore del Veneto lo aveva già dato per fatto domenica, quando non era vero – e segnalato anche le parole del responsabile italiano dell’azienda produttrice del farmaco, Fujifilm: Mario Lavizzari ha detto pubblicamente che “Al momento non esistono prove scientifiche cliniche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro Covid-19 nei pazienti”. “Fujifilm è al corrente della grave situazione che si sta verificando in Italia, tuttavia in questa fase Fujifilm non è in grado di divulgare alcun piano per l’uso di Avigan in altri paesi”. Avigan, spiega l’azienda, è ora somministrato a pazienti di COVID-19 in Giappone ai fini di uno studio di osservazione condotto da istituzioni mediche che cooperano con i team istituiti dal Centro Nazionale per la Salute e la Medicina Globali del Giappone (National Center for Global Health and Medicine of Japan). Il farmaco deve essere fornito solo a discrezione del Ministero per la Salute, il Lavoro e il Welfare in Giappone (Health, Labour and Welfare Ministry in Japan). Oggi, dopo gli annunci di Fontana e Zaia, il Gazzettino spiega che nel pomeriggio è arrivato il via libera al test da parte della commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, che ha annunciato di essere «impegnata nella valutazione di un programma di sperimentazione clinica per valutare efficacia e sicurezza di questo trattamento», pur precisando di agire «sulla base di preliminari e limitate evidenze».

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Zaia ha espresso soddisfazione per la decisione, ma con un’aggiunta significativa: «E giusto e corretto non dare facili speranze. Questa è infatti una sperimentazione scientifica». Ospite di Otto e mezzo, del resto, il direttore generale Nicola Magrini ha puntualizzato: «A mio avviso si è parlato un po’ impropriamente di questo vecchio farmaco antinfluenzale, l’Avigan, creando alte aspettative. Oggi, visti i dati preliminari disponibili, il comitato tecnico-scientifico ha pensato a uno studio sull’Avigan ma le risposte non arriveranno prima di 3 o 4 settimane».

Di Avigan si era cominciato a parlare nei giorni scorsi dopo l’annuncio dalla Cina di una sperimentazione che aveva avuto successo su pochi pazienti con sintomi lievi. Poi un video dal Giappone che ha avuto una grande circolazione in Italia ha fatto partire l’interesse del pubblico sui social network, anche al di fuori delle reali prospettive di utilizzo. Professori ed esperti avevano spiegato tutte le loro perplessità al riguardo, prima che la politica facesse partire la sua corsa.

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