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Il trucchetto legale per eludere l’obbligo vaccinale anche quest’anno

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La settimana scorsa un papà free-vax di Settimo Torinese ha denunciato la dirigente scolastica della scuola dell’infanzia frequentata dal figlio di 4 anni perché aveva impedito al bambino di entrare in classe e lo aveva tenuto “segregato” nella palestra. Il piccolo alunno non è vaccinato e la legge attualmente in vigore prevede che per entrare all’asilo nido e alla scuola dell’infanzia sia necessario essere in regola con le vaccinazioni obbligatorie.

Il papà del bambino “segregato” ha rinviato a dicembre l’appuntamento con la ASL

Il papà però sostiene che in base ad una circolare della Regione Piemonte per poter iscrivere a scuola il figlio è sufficiente che i genitori dimostrino di aver aderito all’invito della Asl, compilando e firmando l’attestazione di volontà ricevuta con la convocazione alla vaccinazione. In poche parole, basta dimostrare di aver preso un appuntamento per un colloquio con il centro vaccinale. A confermarlo oggi alla Stampa l’assessora regionale all’Istruzione, Gianna Pentenero, che all’epoca spiegava che «in presenza di un’autocertificazione che comunica una prenotazione per la vaccinazione entro la fine di dicembre, le scuole devono accogliere i bambini in aula».

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Fonte: La Stampa del 21/09/2018

Sul sito della Regione Piemonte però non c’è traccia di una circolare emanata per l’anno scolastico 2018/2019. C’è invece la circolare relativa agli adempimenti in materia di prevenzione vaccinale del 30/8/2017 nella quale si spiega che è possibile accedere alle aule presentando l’attestazione di volontà di aderire all’invito dell’ASL (che, per coloro che non sono in regola, corrisponde alla prenotazione di appuntamento) ovvero la copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’azienda sanitaria per l’effettuazione delle vaccinazioni mancanti. La circolare però riguarda l’anno scolastico 2017/2018. Il 6 luglio scorso l’ufficio scolastico regionale aveva pubblicato una una circolare nella quale invitava i genitori inadempienti a presentare entro il 10 luglio 2018 «una dichiarazione sostitutiva che attesti l’effettiva somministrazione delle vaccinazioni non risultanti dall’Anagrafe regionale ovvero la richiesta di prenotazione delle vaccinazioni non ancora eseguite».

Come i “free-vax” si preparano ad eludere l’obbligo vaccinale per un altro anno

Stando a quanto raccontava il papà del bambino di Settimo Torinese la prenotazione delle vaccinazioni era per oggi, 21 settembre. Oggi alla Stampa però il genitore racconta che «ci saremmo dovuti presentare oggi. Invece abbiamo spostato la data al prossimo 21 dicembre». Il colloquio vaccinale è stato rinviato di altri tre mesi e il bambino potrà quindi temporaneamente entrare in classe. Vale la pena di ricordare però che dal momento che il piccolo frequenta il secondo anno della scuola dell’infanzia ha già usufruito di un anno intero di proroghe. La frequenza per lo scorso anno scolastico era infatti condizionata a due cose: l’adempimento dell’obbligo o l’impegno a regolarizzare la posizione entro maggio.

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Risulta quindi evidente che il papà del bambino “segregato” (così lo definisce in una lettera), che sostiene di non essere no-vax e che chiede che il figlio possa effettuare i “test pre-vaccinali“, per un anno intero è riuscito a rimandare la vaccinazione e che l’intenzione è quella di farlo anche quest’anno. Lui spiega però che «se i test non evidenzieranno particolari pericoli, il nostro bimbo sarà sottoposto ai vaccini. Se invece nessuno ci darà ascolto, la nostra posizione non cambierà». Test che ovviamente dovranno essere effettuati dalla ASL (ma l’ISS ha già fatto sapere che quei test non servono a nulla). Rimane la strada di effettuarli privatamente, che chissà perché non viene perseguita.

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Ma questo papà non è il solo. Anche nei gruppi per la “libertà di scelta” si suggerisce che una possibile strategia per eludere l’obbligo vaccinale (e quindi la legge) è quella di ricorrere al trucchetto dello spostamento dell’appuntamento. I genitori free-vax infatti non possono presentare l’autocertificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione, altrimenti dichiarerebbero il falso. Però possono presentare la richiesta dell’appuntamento sperando di ottenerlo il più avanti possibile e di riuscire a rinviarlo.

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E come racconta una mamma che ha appena iscritto la figlia alla prima elementare “traslare” o rimandare l’appuntamento, anche più volte di seguito, non è impossibile. Anzi è molto semplice. Certo, non c’è nessuna garanzia che il trucco funzioni sempre e dovunque però se non si vuole (o non si può) ritirare il bambino dalla scuola è di fatto l’unica soluzione praticabile senza incorrere in sanzioni. E poco importa se così facendo si mette a repentaglio la salute di tutti quei bambini che non possono essere vaccinati. Quello che conta è dimostrare di essere più furbi del sistema.

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