Tecnologia

Come funzionerà la APP per il Coronavirus

Una serie di domande e risposte sulla APP per il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19, che  potrebbe arrivare, forse, a fine settimana e verrà data dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sempre se verrà trovato un accordo riguardo al sistema da adottare

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Il Messaggero pubblica oggi una serie di domande e risposte sulla APP per il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19, che  potrebbe arrivare, forse, a fine settimana e verrà data dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sempre se verrà trovato un accordo riguardo al sistema da adottare. In questi giorni, infatti, è in corso un braccio di ferro tra la task force di Vittorio Colao che spinge per la geolocalizzazione delle persone, e il ministero dell’Innovazione di Paola Pisano che, invece, è orientato alla diffusione delle informazioni attraverso bluetooth.

Che cosa si può scoprire tramite il cellulare?
Innanzitutto si può sapere se si vive o si lavora vicino ad una persona che risulta positiva al coronavirus. Sulla base degli spostamenti della persona contagiata potremo essere contattati per verificare se – ad esempio siamo stati in un supermercato contemporaneamente alla persona portatrice del virus.

Quanto tempo indietro si può risalire?
In Europa rispondere con esattezza a questa domanda in questo momento è impossibile. In Corea – dove però le regole sull’impiego di strumenti elettronici sono diverse dall’Unione Europea – si possono rintracciare i movimenti dei contagiati entro le 24 ore successive.

Come funzionerà la APP e sarà obbligatoria?
La app sul Covid 19 non sarà obbligatoria ma sarà scaricata su base volontaria. Il suo funzionamento è ancora indefinito. Alcuni preferirebbero utilizzare il sistema bluetooth altri la geolocalizzazione. Bisognerà vedere inoltre se scatterà un coordinamento europeo.

coronavirus numeri
Coronavirus, i numeri del 14 aprile (Corriere della Sera, 15 aprile 2020)

In attesa dell’applicazione del nuovo sistema che avrà comunque tempi lunghi, c’è chi ha cercato altre strade per velocizzare il lavoro e la comunicazione: è del 9 aprile la richiesta inviata dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli al capo della polizia Franco Gabrielli, affinché consenta l’uso della piattaforma con la quale per fini investigativi, le forze dell’ordine riescono a risalire ai numeri di cellulare delle persone.

La richiesta arriva dalle Asl che, molto spesso, si sono trovate di fronte alla difficoltà di individuare la cerchia di chi è entrato in contatto con un positivo. Un caso per tutti, quello della diffusione del virus a Fondi. L’intervento verrà gestito a livello territoriale. Sarà, infatti, la stessa Azienda sanitaria a chiedere alla Questura il riferimento delle persone da avvertire. Qualcosa che riguarderà una parte ridotta di cittadini, ed è per questo che potrà essere attuata con la piattaforma tra Viminale e Tim, ma che in piccolo è quello su cui si sta lavorando a livello nazionale, dove però il sistema utilizzato passerà per altri percorsi.

Nel frattempo, in attesa che si faccia chiarezza, si sono fatti avanti Google e Apple e hanno proposto un sistema di tracciamento del contagio attraverso bluetooth, ma solo “contact tracing”, e quindi con la tutela dell’anonimato e la volontarietà degli utenti. La notifica di un eventuale contagio sarà esclusivamente ad appannaggio dell’autorità sanitaria del paese che vorrà adottare il sistema. La tecnica di tracciamento che verrà messa in piedi «tra qualche mese», hanno spiegato, si basa sul bluetooth che consente agli smartphone degli utenti di scambiare dei codici quando ci si ritrova a distanza ravvicinata.

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