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Le firme false segano il M5S a Palermo

ugo forello

In Sicilia il MoVimento 5 Stelle è accreditato da sondaggi da record di percentuali più alte del 37%. Eppure a Palermo, capoluogo della regione, il suo candidato Salvatore Ugo Forello rimane fuori dal ballottaggio tra Orlando e Ferrandelli. Una sconfitta cocente proprio perché arriva “in casa” e mette in dubbio anche le possibilità di Giancarlo Cancelleri di vincere la sfida con Crocetta l’anno prossimo. E alla débâcle non può essere estraneo lo scandalo delle firme false di Palermo e la faida interna ai grillini che ha lasciato morti e feriti tra attivisti ed ex. Eppure non di sole firme false è morto il M5S in città.

Gli exit poll a Palermo

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Perché la figuraccia televisiva con le Iene e la successiva inchiesta giudiziaria che ha visto indagati e poi con richiesta di rinvio a giudizio parlamentari come Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino ha scoperchiato un vaso di pandora fatto di veleni e odi da vecchia Democrazia Cristiana nella prima Repubblica. Prima le teorie del complotto smentite dalla procura, poi le accuse di conflitto d’interesse della famiglia Forello, infine le esclusioni eccellenti e immotivate dei candidati: a Palermo i silenzi davanti al PM e le chiacchiere in città hanno restituito l’immagine di un MoVimento per niente nuovo e per nulla onesto. I grillini hanno nella Sicilia la loro roccaforte naturale, i siciliani sono i più grillini di tutti: il risultato di palermo, che è la città più grande della Sicilia, ci dimostra che non è così scontato e che le personalità politiche locali, in Sicilia, a quanto pare hanno ancora una loro influenza.

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