La macchina del funky

Alessandro Di Battista pronto a prendersi una pausa?

alessandro di battista 1948

Emanuele Buzzi sul Corriere della Sera scrive oggi che Alessandro Di Battista potrebbe prendersi “una pausa” dall’impegno politico in contemporanea con la nascita del figlio, decidendo di non ricandidarsi a un secondo mandato per adesso e pur rimanendo “a disposizione del MoVimento”:

Tuttavia nelle ultime settimane Di Battista — che questa settimana sarà impegnato nel tour elettorale per i ballottaggi — avrebbe detto ai suoi colleghi parlamentari di volersi dedicare con impegno alla sua prossima paternità. Niente tour estivi massacranti, quindi. Ma non solo. Il deputato romano avrebbe confidato a una ristretta cerchia di parlamentari di meditare addirittura la necessità di un break, di una pausa, che potrebbe tradursi in uno stop volontario per le prossime Politiche. Secondo mandato rinviato, pur rimanendo a disposizione del Movimento.
Un’ipotesi solo accarezzata e difficile da far digerire agli stessi vertici pentastellati che vedono nel deputato romano uno degli uomini di punta — specie nelle piazze e in tv — dei 5 Stelle.Nel frattempo l’amicorivale Di Maio da Asti detta già l’agenda dei prossimi mesi: «Abbiamo un cronoprogramma chiaro: a fine luglio chiuderemo il programma di governo per l’Italia del M5S, che stanno votando i cittadini sulle nostre piattaforme». E spiega: «Chiuso il programma di governo, a metà settembre, all’evento «Italia 5 Stelle», presenteremo il nostro candidato presidente del Consiglio che nei mesi seguenti presenterà i candidati ministri per governare questo Paese».

vittorio di battista
La decisione di Di Battista arriva dopo le parole del padre Vittorio, che a Radio24 sabato era intervenuto per sostenere il M5S sulla vicenda del presunto incontro Casaleggio-Salvini ma con qualche distinguo: «Se per caso questo incontro ci fosse stato e Di Maio o altri negano che ci sia stato, allora — aveva argomentato papà Di Battista — non si tratterebbe solo di non candidarsi premier, ma di un piccolo testa di ca… che è stato travolto dagli eventi». Lo stesso Vittorio Di Battista in un post sul suo blog dedicato al doppio mandato se l’era presa con un deputato che non gli aveva risposto riguardo una sua proposta per Alitalia:
vittorio di battista alessandro di battista

Quando si è parlato dell’ennesimo fallimento dell’Alitalia, ho mandato una proposta di “socializzazione” della Compagnia, ad un “deputato/a“.
Al mio messaggio privato, il “deputato/a” ha risposto dopo circa un mese, quando i giochi dei Cialtroni di Stato e di sotto governo erano stati fatti.
“Non leggo spesso i messaggi privati, scusa ma su questo problema ci sono delle difficoltà anche fra di noi, ciao“.
Non ho espresso, li per li, le mie reazioni, lo faccio adesso, a mente fredda, riferendomi anche allo assordante silenzio sulle vicende del Monte dei Paschi o su quelle dei call center o su quelle dell’Ilva.
Ma vaffanculo!
Un vaffanculo che raddoppio anche perché, credendo e sbagliando, all’altra regola del “uno vale uno“, avevo mandato, in precedenza, una proposta di “mutuo sociale” a favore di chi non può permettersi una casa, ottenendo un disarmante silenzio.
Ma pensate, portavoce, che il mandato consiste nel mandarvi alle trasmissioni televisive, belli, truccati, riverenti ed educati?

EDIT ore 16: La smentita di Alessandro Di Battista su Facebook:

Oggi molti giornali, riprendendo solite indiscrezioni mai provate o fonti segrete (ma esistono davvero?), mi tirano in ballo parlando di una mia “pausa”, parlando di candidature o non candidature. Siamo, ancora una volta, al gossip puro. Io giro tutte le piazze d’Italia ogni settimana, faccio battaglie in aula, girerò l’Italia anche ad agosto e parlo sempre e solo di temi, di proposte. Denuncio il sistema mediatico preda degli editori impuri (i De Benedetti o i Caltagirone, nomi che in TV quasi non si possono neppure pronunciare). Mi sgolo raccontando il pacchetto anti-corruzione che il M5S ha messo a punto. Spiego centinaia di volte il reddito di cittadinanza, racconto quante imprese sono nate grazie alla restituzione degli stipendi dei parlamentari del Movimento. E tutto questo non esce mai. Non c’è quasi mai un giornalista che mi chieda quel che vogliamo fare in Afghanistan (dove siamo ancora in guerra, in guerra!), perché vogliamo riformare la prescrizione o come siamo riusciti a diventare la prima forza politica del Paese senza un euro di finanziamento pubblico. Tutto questo è avvilente. Io ogni giorno dovrei sprecare tempo o energie per smentire gossip o per parlare di tutto tranne che del mio lavoro. Lo trovate giusto? E poi che succede. Se non smentisci allora confermi, se smentisci dai la notizia due volte. Basta! Da qui alle prossime elezioni politiche non parlerò mai di candidature, di poltrone. Eviterò di smentire il gossip perché non ho tempo da perdere. Non risponderò mai a domande come: “vuoi fare il Presidente del Consiglio, oppure in quale ministero ti vedresti bene?”. Io so che molti cronisti parlamentari sono abituati a questo genere di politica ma esistono persone interessate più a “cosa fare” e meno a “chi lo farà”. Io fino alla fine darò l’anima per il Movimento perché credo nelle leggi che abbiamo presentato, credo nelle denunce che portiamo avanti e nel concetto di cittadino che si fa Stato. Per me questo significa essere del Movimento.