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L'ISS costretta a intervenire per smentire Montesano (e Il Tempo) sui "3783 morti per covid"

neXt quotidiano|

3783 morti per Covid Montesano

Enrico Montesano è una persona semplice: legge Il Tempo, prende per buona la ricostruzione forzata fatta da Franco Bechis e la propina al pubblico televisivo (sì, perché è diventato l’opinionista di punta di alcune trasmissioni che parlano di pandemia) e al popolo che scende in piazza per protestare contro il Green Pass. L’ultima bufala (figlia di dati decontestualizzati e non spiegati bene) riguarda i “3783 morti per Covid” senza alcuna patologia pregressa. Il dato è stato inserito nell’ultima rilevazione dell’Istituto Superiore di Sanità ed è stata utilizzata dall’attore romano, dal quotidiano romano e da molti no-nax/no-pass (e tutte le sfumature del negazionismo annesse) per sostenere la tesi della scarsa mortalità provocata dal virus Sars-CoV-2. E ora è lo stesso ISS a intervenire sul tema.

“3783 morti per covid”, l’ISS smentisce Montesano e Il Tempo

Già nei giorni scorsi, all’indomani dell’ennesima comparsata televisiva di Montesano, aveva spiegato bene la natura di quei “3783 morti per Covid” inseriti nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità sull’evoluzione epidemiologica nel nostro Paese. Avevamo spiegato come quel dato – che rappresenta circa il 2,9% di tutte le persone decedute dopo aver contratto il virus nell’ultimo anno e mezzo (abbondante) di pandemia – fosse relativo solamente ai soggetti privi di altre patologie pregresse. Ora, finalmente, anche l’ISS ha voluto smentire quella sfarzosa narrazione negazionista. Partendo da un assunto insindacabile:

Nel rapporto non è affermato che solo il 2,9% dei decessi attribuiti al Covid-19 è dovuto al virus. La percentuale del 2.9%, peraltro riportata anche nelle edizioni precedenti, si riferisce alla percentuale di pazienti deceduti con positività per SARS-CoV-2 che non avevano altre patologie diagnosticate prima dell’infezione. La cifra peraltro è confermata dall’osservazione fatta fin dalle prime fasi della pandemia e ampiamente riportata in diversi studi nazionali e internazionali e rapporti anche dall’Iss, che avere patologie preesistenti (? Concomitanti) costituisce un fattore di rischio. I rapporti congiunti ISTAT-ISS stilati sulla base dei certificati di morte riportano come COVID-19 sia la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test SARS-CoV-2

Una verità evidente che solo i pochi (perché è la classica minoranza rumorosa) hanno fatto finta di non aver visto. Ma nel comunicato dell’ISS non si fa riferimento solamente ai “3783 morti per Covid”, ma a tutta una situazione sanitaria che è lo specchio della vita di tantissimi italiani.

Indipendentemente dal COVID 19, si sottolinea che la presenza di patologie croniche nella popolazione anziana è molto comune. Un recente rapporto dell’Istat indica che solo il 15% della popolazione anziana non soffrirebbe di patologie croniche e che circa il 52%soffrirebbe di 3 o più patologie croniche. In considerazione del fatto che le patologie croniche rappresentano un fattore di rischio per decesso da COVID-19 e che queste sono molto comuni nella popolazione generale, non deve sorprendere l’alta frequenza di queste condizioni nella popolazione deceduta SARS-CoV-2 positiva.

Inoltre, si smentisce la narrazione “popolare” che si arrovella sul fatto che le persone “con diverse patologie” erano destinate al decesso nel giro di poco tempo, a prescindere dal Covid. Infatti, molte delle persone che sono – purtroppo – morte durante questa lunga pandemia – non erano destinate a un decesso così repentino. Il virus, di fatto, ha peggiorato le loro condizioni di salute. Questo vale anche per chi è finito in terapie intensiva e intubato e che, fortunatamente, è riuscito a sopravvivere a un virus mortale. Con buona pace di Montesano.

(foto IPP da video)