Rassegna Stampa

Ci saranno zone gialle a metà aprile?

Ci saranno zone gialle in Italia a metà aprile? Il mantra di Salvini e i dati del presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli

zona gialla metà aprile 2021 come stanno le cose

Ci saranno zone gialle in Italia a metà aprile? Salvini continua a dirlo: “Stiamo lavorando fianco a fianco al presidente Draghi per offrire agli italiani tre risultati: le cure, i vaccini e le terapie domiciliari, se serve producendo vaccini anche in Italia; i rimborsi economici alle famiglie e ale imprese, veloci, efficaci, recuperando i mesi persi in passato. E poi, dopo Pasqua, nelle città italiane con la situazione sanitaria sotto controllo, un piano di riaperture, di ritorno alla normalità. Salute e lavoro possono, anzi devono, camminare insieme”. Ma, come spiega anche Repubblica, le eventuali riaperture dipenderanno solo dai dati:

Che venga scritto o meno poco importa, ma il governo ha detto chiaramente che se la curva lo consentirà il congelamento della zona gialla potrebbe decadere. Ci potrebbero insomma essere degli allentamenti dopo la metà di aprile, anche se tutto dipenderà dai dati. Non solo l’indice di contagio, quell’Rt che le misure in corso sono già riuscite a raffreddare, ma anche il tasso di saturazione degli ospedali, dei reparti Covid, delle terapie intensive che – come ha detto ieri il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli – sono a 3700 ricoverati, pericolosamente vicine al picco della prima ondata, quando furono 4063

Il punto è che le terapie intensive hanno superato la soglia di rischio in molte regioni, come ha spiegato Locatelli, per cui le restrizioni in vigore vanno mantenute: “Le misure intraprese stanno avendo effetto ma non possiamo deflettere dal mantenerle. I dati mostrano il rallentamento ma anche una lieve flessione dell’indice di contagiosità, l’Rt è sceso da 1,16 a 1,08, i contagiati sono 9mila in meno. Però la circolazione del virus è assai diffusa e il carico sulle terapie intensive è al 39% con 3.700 ricoverati – ha aggiunto – assai vicino a picco della prima ondata, con 4.063 ricoverati nelle terapie intensive”.