Opinioni

Il voto di Bersani è nullo?

Pierluigi Bersani ha votato questa mattina a Piacenza alla scuola di via Emmanueli, a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. E all’uscita della cabina, scrive l’agenzia di stampa ANSA, ha infilato direttamente le schede nelle urne venendo ripreso dal personale di seggio che avrebbe dovuto controllare il numero sul bollino anti-frode e poi rimuoverlo.

“Il tagliando andava… “, gli ha detto una scrutatrice della sezione, ma poi ha cambiato idea: “Vabbeh è lo stesso, mi scusi. Poi lo togliamo dopo”, alludendo evidentemente al tagliando di controllo anti-frode.

Il problema è che il bollino antifrode deve essere rimosso dal presidente del seggio, secondo le istruzioni del ministero dell’Interno, prima che la scheda venga messa nell’urna. Adesso nell’urna quel voto è riconoscibile, perché sarà l’unico – si spera – dato da un elettore e in cui è ancora presente il tagliando antifrode. In teoria, quindi, il voto dato da Pierluigi Bersani è nullo. Scrive infatti il ministero dell’Interno:

Ogni scheda è dotata di un apposito tagliando rimovibile, “tagliando antifrode”, dotato di un codice progressivo alfanumerico, che sarà annotato al momento dell’identificazione dell’elettore. Espresso il voto l’elettore consegna la scheda al presidente del seggio. E’ il presidente che stacca il “tagliando antifrode” e, solo dopo aver verificato la corrispondenza del numero del codice con quello annotato al momento della consegna della scheda, la inserisce nell’urna.

C’è però un’altra soluzione: si può richiamare indietro l’elettore, come è successo a Roma per alcune schede sbagliate, e farlo votare dopo, annullando le eventuali schede con tagliando presenti nell’urna.