Politica

Dove vanno i voti al ballottaggio

L’Istituto Cattaneo ha pubblicato sul suo sito internet un’analisi dei flussi elettorali in sette città: Torino, Bologna, Napoli, Novara, Varese, Grosseto e Brindisi. I dati evidenziano sia tendenze attese, quanto sorprese. Tra le conferme il fatto che tra primo turno e ballottaggio, gli elettori che si (ri)mobilitano sono sempre in diminuzione, così come le grandi differenze territoriali che – da sempre – paiono contraddistinguere la penisola. Tra le sorprese da notare, invece, soprattutto il fatto che a forti cali di partecipazione sia spesso corrisposta la “rimonta” dei candidati peggio posizionati in sede di primo turno. In tal caso, è plausibile supporre – sostiene il Cattaneo – che molto sia dipeso dall’incapacità del candidato in vantaggio di riportare i propri elettori al voto.


Nell’analisi si nota che gli elettori del Movimento 5 stelle che ai ballottaggi di ieri non hanno potuto scegliere un candidato del loro partito hanno votato per il centrodestra, quando non hanno deciso di non andare alle urne, e allo stesso modo i sostenitori del centrodestra hanno favorito i candidati grillini in assenza di un loro rappresentante. Lo ‘scambio di voti’ e’ certificato dal’Istituto Cattaneo che pubblica uno studio sui flussi elettorali a Torino, Bologna, Napoli, Novara, Grosseto e Brindisi. Per gli esperti, in molte citta’ “gli elettori del M5s hanno inteso ‘punire’ la coalizione di centrosinistra” piu’ che favorire quella rivale. A Torino “quasi tutti gli elettori di centrodestra si sono riversati” su Chiara Appendino. “Il bottino che questa candidata aveva raccolto due settimane fa – spiega l’Istituto – viene interamente confermato e viene ampiamente rimpolpato da flussi provenienti da Rosso (il 2,7% del corpo elettorale), da Napoli (il 2,4% del corpo elettorale) e da Morano (il 3,2% del corpo elettorale)”. A Bologna “la parte piu’ consistente dell’elettorato pentastellato ha deciso di non recarsi ai seggi (il 4,4% dell’elettorato). Tuttavia, una porzione di poco inferiore dell’elettorato del M5s si e’ orientata verso la candidatura di Bergonzoni (pari al 4,1% dell’intero corpo elettorale), preferendola nettamente a quella di Merola” sostenuto da Pd, Verdi e liste civiche ed uscito comunque vincitore. A Novara i voti conquistati al primo turno da Macarro sono andati in massima parte al candidato della Lega Alessandro Canelli, che ha – anche per questo – sconfitto quello del Pd, Andrea Bollare’. A Grosseto “Vivarelli Colonna, rappresentante del centrodestra, gia’ in vantaggio al primo turno su Mascagni (centrosinistra), ha incrementato questo vantaggio essenzialmente grazie al contributo degli elettori del candidato M5s (Gori)”, mentre a Brindisi “la vittoria della rappresentante di liste civiche di centrodestra (Carluccio) e’ avvenuta” anche “per la capacita’ attrattiva nei confronti dell’elettorato cinquestelle”. Discorso a parte merita infine il caso di Napoli. La schiacciante vittoria di Luigi De Magistris per l’Istituto Cattaneo “si spiega grazie alla sua capacità attrattiva nei confronti dell’elettorato del M5s: un consistente flusso in entrata proviene dagli elettori che al primo turno hanno votato il candidato del M5s (Brambilla)”.