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Virginia Saba e il fidanzato Di Maio come Aristide il Giusto (o Luigi l’Onesto?)

Il cuore che batte per Luigi porta la fidanzata del vicepremier a fare strani parallelismi tra un politico dell’antichità passato alla storia per aver sconfitto i Persiani e uno che passerà alla storia per aver regalato il 34% alla Lega di Salvini

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A fianco di ogni grande uomo c’è sempre una grande donna che lo sostiene nei momenti di difficoltà. Virginia Saba, fidanzata del vicepremier, bisministro e Capo Politico del M5S ha deciso di consolare il suo uomo con un post su Instagram. Dopo aver scritto su Facebook, in un afflato di spontaneo romanticismo, che Di Maio rappresentava l’Autenticità e la Bellezza e quindi la Verità la giornalista dell’Unione Sarda ha dedicato un pensiero di incoraggiamento al suo Luigi.

Da Aristide il Giusto a Luigi l’Onesto

Questa volta non si parla del coraggio degli ero romantici ma di un episodio che risale alla Grecia classica: l’ostracismo nei confronti di Aristide il Giusto. L’episodio viene generalmente raccontato nei libri di storia come “il primo referendum” della storia. Scrive la fidanzata del vicepremier che:

Aristide il Giusto era un politico ateniese così virtuoso che l’avversario Temistocle, noto per l’eloquenza, trovò con lui un’alleanza.
Una volta Aristide ebbe il compito di raccogliere gli ostrakon, tavolette di ceramica sulle quali gli ateniesi scrivevano il “no like” per giudicare democraticamente i politici. Gli si presentò un cittadino il quale consegnò il suo ostrakon per «quell’Aristide», non sapendo di essere davanti a lui. Aristide gli chiese quale fosse il motivo, senza rivelargli la sua identità. Quello rispose che era “stanco di sentir nominare Aristide il Giusto”.

Da come la Saba racconta la storiella sembra proprio che il povero Aristide sia stato ostracizzato solo perché era “il Giusto” (in realtà era lui a presentarsi come tale, ma lasciamo perdere). Un po’ come Di Maio rischia di essere fatto fuori dal M5S solo perché è onesto. In verità le cose non stanno proprio così. Perché Aristide venne ostracizzato perché si era opposto ad una legge (la Legge Navale) ed in particolare al metodo di finanziamento con cui si sarebbe dovuta costruire la flotta ateniese. Lo storico Plutarco poi suggerisce che la rivalità tra Aristide e Temistocle fosse dovuta all’amore per lo stesso ragazzo. Dettagli.

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Mentre Temistocle sosteneva si dovessero usare i proventi delle miniere d’argento del Monte Laurio. Aristide sosteneva che le rendite andassero distribuite da tutti i cittadini (ma così però non ci sarebbero state le risorse per costruire le navi). Lo scontro tra i due portò all’ostracismo di Aristide e alla creazione della flotta ateniese che non solo contribuì alla vittoria dei greci contro i persiani ma anche alla supremazia navale ateniese sia dal punto di vista militare che commerciale.

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Ma c’è un lieto fine. Non solo perché il probo Aristide era così onesto che raccolse i voti a suo sfavore (un po’ come si immagina accadrà domani su Rousseau, dove notoriamente c’è la massima trasparenza) ma anche perché – scrive Virginia Saba – «spesso capita che la democrazia sia quella serie di sincopate preposizioni, vaghe e generiche, che decidono cosa sia giusto o sbagliato. E spesso la virtù sta nell’unico escluso. Fu poi la necessità a far sì che Aristide tornasse per sconfiggere i persiani». Aristide venne richiamato (assieme ad altri ostracizzati) ad Atene da Temistocle e grazie a quella famosa flotta gli ateniesi sconfissero le forze di Serse nella famosa battaglia di Salamina.

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