Opinioni

Virginia Raggi e quei cattivoni che non volevano il Sostegno Inclusione Attiva

L’agenzia di stampa AGI ha riportato queste dichiarazioni di Virginia Raggi riguardo il Sostegno Inclusione Attiva: «Da giovedì 6 ottobre sarà possibile presentare domanda per il Sia, il Sostegno inclusione attiva, che prevede un contributo economico erogato tramite una card alle famiglie in condizioni disagiate. E’ una misura di carattere nazionale, valida per tutti i Comuni, ma a Roma non era nemmeno partita».
Non era, insomma, nemmeno partita, questa misura di carattere nazionale, lamenta la sindaca Virginia Raggi. E chi l’infamone che si è dimenticato di attivarla finché la sindaca non è tornata a riportare la giustizia nel mondo? Vediamo: il Sostegno all’Inclusione Attiva è un aiuto medio di 320 euro mensili a nucleo (e quindi ottanta euro a persona considerando un nucleo di quattro persone), dato un fondo iniziale per il 2016 di 750 milioni di euro.

Si potrà richiedere dal 2 settembre e sarà l’evoluzione della Carta acquisti introdotta nel 2014 in dodici comuni con più di 250mila abitanti. I requisiti sono piuttosto stringenti. Bisogna:
– essere cittadini italiani o comunitari o famigliari di cittadini italiani con diritto di soggiorno oppure stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo e residenti
– in famiglia deve essere presente un minorenne o un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza
– avere un ISEE non superiore a 3000 euro
– non avere ulteriori aiuti economici di importo superiore ai 600 euro mensili.

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Insomma, se non fosse ancora chiaro il Sostegno di Inclusione Attiva è disponibile dal 2 settembre. Virginia Raggi governa (eufemismo) Roma dal giugno scorso. Se non “era ancora partita”, indovinate chi è la responsabile?

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