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Vincenzo Spadafora: il braccio destro di Di Maio candidato con il M5S a Casoria

vincenzo spadafora luigi di maio

Vincenzo Spadafora, principale consulente politico di Luigi Di Maio, sarà candidato nel maggioritario nel Collegio 4 di Campania 1 che comprende il Comune di Casoria. Spadafora, 43 anni, nativo di Afragola (Napoli), è stato presidente dell’Unicef e garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Vincenzo Spadafora: il braccio destro di Di Maio candidato con il M5S a Casoria

Il “braccio destro” di Luigi Di Maio che si è occupato delle relazioni istituzionali del capo politico del M5S durante la sua vice presidenza alla Camera è stato candidato al collegio uninominale di Casoria e correrà per un seggio a Montecitorio. Confermata, inoltre, la corsa all’uninominale anche dello stesso Di Maio, nel collegio di Acerra-Camera. Spadafora, come abbiamo raccontato su neXT in un articolo a firma di Marco Zonetti, inizia come volontario dell’Unicef per poi diventarne qualche anno dopo addirittura Presidente. La sua carriera politica inizia a Cardito, un comune a nord di Napoli. Segretario particolare del mastelliano Andrea Losco ex sindaco DC di Cardito poi presidente della regione Campania, approda nell’area di Sinistra grazie al ribaltone che porta Losco nella Margherita e poi nel PD. Dopo uno sventurato tentativo di capeggiare una lista civica, Spadafora viene notato da Alfonso Pecoraro Scanio, di cui diventa segretario particolare, e quindi da Francesco Rutelli, che lo nomina Capo di Gabinetto al Ministero dei Beni Culturali. Dall’area di Sinistra veleggia leggiadro verso Forza Italia, e – come ricorda Franco Bechis su “Libero” – tramite Mara Carfagna si lega al partito tanto da ottenere, grazie a Fini e Schifani, la poltrona di Garante per l’infanzia, che gli frutta – secondo Dagospia – circa 200mila euro l’anno.
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Spadafora finisce anche coinvolto nelle intercettazioni di Angelo Balducci, della famigerata “cricca” degli appalti, che porta all’arresto di Diego Anemone e Angelo Balducci, il cui figlio Spadafora fa assumere all’Unicef. Spadafora, scrive Bechis su Libero, “era più volte al telefono con Balducci, e gli inquirenti annotarono «numerose conversazioni, sintomatiche di un loro rapporto di amicizia»”.

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