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Vincenzo Cuomo: così la giunta "regala" il vitalizio al senatore con il doppio incarico

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La Giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato dà 3 giorni di tempo al parlamentare del Pd Vincenzo Cuomo per decidere se accettare il nuovo incarico di sindaco di Portici o restare senatore. Cuomo, eletto sindaco alle amministrative di giugno è stato proclamato eletto il 20 luglio. Avendo 30 giorni di tempo per comunicare la propria elezione a Palazzo Madama, la sua lettera è arrivata al Senato a fine agosto. Ma il Comitato Cariche che doveva informare della proclamazione la Giunta si è riunito solo ieri (in realtà anticipando perché la seduta del Comitato era stata prevista in un primo momento per il 14/9). Così oggi la Giunta ha deciso di dare altri 3 giorni di tempo a Cuomo per optare nonostante l’ esponente Dem stia già svolgendo da tempo la sua funzione di sindaco.

Vincenzo Cuomo: così la giunta “regala” il vitalizio al senatore con il doppio incarico

Ed è proprio questa la “melina” che viene contestata dal M5S che parla, come fa il senatore Enrico Cappelletti, di “ritardo voluto” per far percepire anche al neo sindaco la pensione di senatore. Per gli eletti di questa legislatura il vitalizio scatterà infatti dal 15 settembre. Il senatore del Pd Vincenzo Cuomo aveva scritto alla Giunta per le Elezioni e le immunità di Palazzo Madama per avvertire che era stato eletto sindaco di Portici e che pertanto “cessa dalle funzioni e dalla carica di senatore della Repubblica”, già lo scorso 29 luglio. Ma la lettera, secondo quanto si apprende, è stata protocollata il 31 agosto.
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“Un ritardo”, sottolineano i senatori del M5S, che si “spiega solo con il fatto che a Cuomo abbiano voluto regalare comunque il vitalizio di parlamentare” nonostante stia svolgendo la funzione di sindaco “ormai da oltre un mese”. Ma la cosa più “inspiegabile”, per i 5 Stelle, sono gli “ulteriori tre giorni concessi dalla Giunta a Cuomo per optare”. “Lui infatti nella lettera del 29 luglio già ci comunica la sua scelta…”, si osserva nel M5S.

I cartelli contro Cuomo

Dopo Cappelletti hanno preso la parole Buemi e Giovanardi – in difesa del senatore del Pd – e subito sono cominciate le contestazioni. Al grido di “vergogna, vergogna” i grillini hanno provato ad impedire ai due senatori di parlare. Contemporaneamente, sempre da parte del Movimento 5 Stelle, sono stati esposti cartelli contro i vitalizi e contro il Pd. La presidente di turno, Linda Lanzillotta, ha richiamato per due volte il senatore Santangelo al quale ha comunque detto: “So che lei lo vorrebbe ma io non la espello, la costringo a rimanere in aula”. Lanzillotta ha dato poi ordine agli assistenti parlamentari di rimuove i cartelli esposti dai grillini.