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"Che voglio ordinare? Fate voi": l'illuminante video dei The Jackal spiega perché i giovani non votano

@Asia Buconi|

the jackal

Dare una rapida occhiata ai sondaggi significa rendersi conto che in vista delle elezioni del 25 settembre il “partito” più votato è l’astensionismo, dato dall’ultima indagine dell’Istituto Piepoli al 31%. L’affluenza sarebbe quindi al 69%, sotto la soglia psicologica del 70%, praticamente la più bassa di tutta la storia repubblicana. A non votare sono soprattutto gli under-35, tenuti lontano dalle urne sia dalla quasi totale assenza di candidati giovani da cui potersi sentire rappresentati, sia dalla mancanza di realtà politiche che possano farsi portavoce dei temi più sentiti dai ragazzi.

Non solo, va pure considerata l’ampia fetta di fuorisede che, rientrati a settembre nelle città in cui ha sede la propria università, non potranno votare: si tratta (come riporta L’Espresso) di circa 5 milioni di studenti (il 10% degli aventi diritto) tra i 18 e i 35 anni, principalmente residenti al Sud. Proprio il tema caldissimo dell’astensione giovanile è al centro dell’ultimo video dei The Jackal che, oltre alle immancabili risate, offre come al solito  interessanti spunti di riflessione su quella che è la condizione vissuta da molti ragazzi in vista delle elezioni.

Il video dei The Jackal sull’astensionismo giovanile: “Se non voti niente va bene tutto”

“Votiamo cosa mangiare stasera?”, è questo il titolo del video pubblicato ieri su Youtube dai The Jackal, accompagnato da un’eloquente descrizione: “Lo sappiamo che decidere cosa prendere da mangiare è la seconda decisione più importante che dovrete prendere nei prossimi 15 giorni. Però se non voti niente va bene tutto”. Insomma, un neanche troppo velato invito ad andare a votare, se non fosse altro per “salvarsi” da possibili scenari apocalittici che l’astensionismo potrebbe indirettamente favorire.

E i comici lo spiegano chiaramente con una simpatica scenetta in cui un gruppo di amici deve decidere cosa ordinare per cena. Ognuno esprime la propria preferenza: c’è chi ha gusti più innovativi (con il “fusion giappo-napoletano”), chi va sulla tradizione (una semplice pizza margherita) e chi non si esprime (“fate voi”). L’indifferenza dell’ultimo personaggio è quella vissuta oggi da molti giovani: “Fate voi, prendete quello che volete tanto non mi interessa” “scusa ma non hai fame?” “sì ho fame, ma non mi interessa quello che prendete, tanto non mi piace mai niente di quello che ordinate, votate solo cose che non mi rappresentano”.

Così gli amici lo mettono alle strette: “L’altra volta non hai votato, abbiamo deciso noi e abbiamo preso i panini al pesce” “e sono stati una delusione!” “Ma avevamo votato” “no io non ho votato” “perché avevi detto ‘fate voi’!”. Poi, la chiusura finale: “Ma allora che ca**o ti lamenti a fare?”. A termine del video, un chiaro messaggio ai ragazzi indecisi: “Solo 10 milioni di potenziali elettori sono under-35, contro i 26 milioni di over-50. Finché i giovani non andranno a votare, i politici non parleranno di giovani. A parte gli scherzi, andiamo a votare”. Anche perché il rischio è che, non esprimendo mai la propria preferenza, arrivi al tavolo una non graditissima pizza ai meloni.