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Gli spintoni e gli insulti alle donne dei coraggiosissimi “amici” di Pillon

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Il senatore leghista Simone Pillon ha preso parte ieri a Roma ad una conferenza organizzata nella sala consiliare del I Municipio per parlare della sua riforma del diritto di famiglia. Si tratta di un progetto di legge molto contestato sia per quanto riguarda l’affido condiviso paritario quanto per l’introduzione del concetto di “alienazione parentale” che rimanda alle teorie – mai dimostrate – dello psicologo Richard Gardner.

L’attivista strattonata al convegno di Simone Pillon

Fuori dal palazzo del Municipio è andata in scena la contestazione da parte delle attiviste del movimento Non Una di Meno che hanno organizzato un sit in. Tra loro c’erano anche Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio (PD), e la senatrice Monica Cirinnà (il cui nome è legato alla legge che ha istituito le unioni civili tra persone dello stesso sesso). Nonostante il convegno fosse stato organizzato in una sala pubblica alle attiviste (o ad una loro delegazione) è stato impedito l’accesso. Solo dopo una lunga trattativa una delegazione di attiviste ha potuto avere accesso alla sala dove Pillon stava spiegando – riferisce FanPage – le sue teorie sulla sostituzione etnica della popolazione italiana da parte dei migranti organizzata dalle solite Ong.

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Quando la contestazione è arrivata all’interno della sala consiliare la conferenza è stata interrotta. Mentre le attiviste intonavano slogan come “giù le mani dalle donne” oppure “a noi il cielo a te il Medioevo” (Pillon è tra i fondatori del Family Day e a quanto pare crede all’esistenza delle streghe) dalla parte dei partecipanti per così dire “autorizzati” sono volati insulti come “zoccola” e “puttana”.

Ad un certo punto un’attivista del movimento, che sventolava uno striscione con scritto “giù le mani dalle donne”, è stata avvicinata da uno dei partecipanti che dicendole “hai rotto il cazzo” prima le ha strappato di mano il drappo e poi si è fatto avanti minacciosamente a muso duro, arrivando ad un contatto fisico con la signora mentre altre donne si mettevano in mezzo per evitare che la situazione – già tesa – potesse degenerare in uno scontro fisico aperto.

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L’uomo che ha aggredito le attiviste di Non una di Meno durante il convegno di Pillon [Grab via YouTube credits Agenzia Dire]
Solo grazie all’intervento di altre persone l’uomo è stato bloccato a viva forza e fatto sedere. Gli animi non si sono però rasserenati e Pillon nel frattempo al microfono faceva del sarcasmo sulla mancanza di rispetto per la democrazia.

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Su Facebook il senatore leghista ha poi commentato l’episodio definendo “nazi-femministe cirinnanti” le manifestanti e ribadendo che a suo avviso è in atto uno scontro tra due “antropologie irriducibili”. Da un lato coloro che vogliono “un mondo di individui isolati che comprano bambini su Internet” (e magari poi li stuprano con il mouse) e dall’altra i volenterosi patrioti che “vogliono un’Italia capace di tramandare alle nuove generazioni i valori della famiglia”. Per nulla turbato dalla contestazione, anzi in fondo le manifestanti hanno fatto esattamente quello che sperava facessero, l’avvocato Pillon rispolvera un vecchio slogan berlusconiano: “l’amore (quello vero) vince sempre“. Sottinteso: l’amore tra persone dello stesso sesso non è vero amore.

Foto copertina via YouTube.com credits Agenzia Dire

Leggi sull’argomento: Richard Gardner: l’inventore dell’alienazione parentale del ddl Pillon e le sue strane teorie su pedofilia e violenze sessuali