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Lecce-Ascoli, il trauma cranico di Scavone e i ritardi dell’ambulanza

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Dopo un contrasto aereo con il bianconero Beretta, il centrocampista salentino Manuel Scavone, 31 anni, è crollato al suolo privo di sensi e impattando il terreno in modo drammatico all’inizio della partita Lecce-Ascoli, anticipo della 22esima giornata di Serie B. Scavone è rimasto riverso sull’erba per circa tre minuti, prima di essere soccorso dall’ambulanza. Il mezzo era parcheggiato sotto la curva opposta: ha dovuto quindi eseguire un giro di quel che resta della pista di atletica dello stadio di Via del Mare, prima di effettuare l’ingresso in campo. Un’operazione resa assai più complicata dalla presenza di cartelloni pubblicitari tutt’intorno il rettangolo verde.

Scavone ha ripreso conoscenza e ha parlato senza evidenti problemi. È stato infine trasportato al Vito Fazzi, l’ospedale della città pugliese, dove è stato sottoposto a una Tac di controllo. Le sue condizioni non desterebbero preoccupazione, nonostante il forte trauma cranico riportato. Il ragazzo tuttavia non è mai andato in arresto cardiaco e non sarebbe stato utilizzato il defibrillatore, la cui presenza è obbligatoria su tutti i campi di calcio dalla morte, proprio su un campo di Serie B, nel 2012, di Piermario Morosini, colpito da arresto cardiaco durante Pescara-Livorno. In quell’occasione l’ambulanza, ostacolata da alcune barriere architettoniche, non era riuscita ad entrare tempestivamente in campo.

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Lecce-Ascoli, che non è mai ripresa dal momento dell’infortunio di Scavone, è stata rinviata a data da destinarsi. La partita è durata dieci secondi.

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