Economia

Il vertice anti-austerity con Hollande, Tsipras e Renzi

Italian PM Renzi, French President Hollande and Greek PM Tsipras pose for a family photo at Zappeion Hall in Athens

Oggi è andato in scena il vertice anti austerity dei paesi del Mediterraneo che sancisce l’alleanza anti austerità dei paesi del sud dell’Europa. Il meeting ha visto la presenza di Grecia, Italia, Portogallo, Francia, Malta, Cipro e Spagna, anche se mancava il premier Mariano Rajoy. I paesi hanno firmato la Carta di Atene, che nelle intenzioni dei leader darà nuova ispirazione all’Unione europea da troppo tempo concentrata sui cavilli burocratici e sull’austerità a discapito della solidarietà, della cooperazione e dell’unità.

Il vertice anti-austerity con Hollande, Tsipras e Renzi

Nelle sei ore di riunione non sono mancate le polemiche provenienti soprattutto dall’altra Europa, quella del rigore. Renzi e Hollande “stanno consentendo a Tsipras di manipolarli e, davvero, questo non e’ segno di responsabilita’”, ha tuonato il capogruppo del Ppe, Manfred Weber. Dal vertice nessuno risponde direttamente, ma Matteo Renzi spiega che: “Se qualcuno guardasse al Mediterraneo vedrebbe un importante pezzo di Europa. Ma molti commentatori oggi pensano che sia il passato dell’Europa. Noi pensiamo che non sia cosi'”. Nel breve termine, i sei di presenteranno con la piattaforma concordata ad Atene al prossimo vertice europeo di Bratislava. Li’ chiederanno al resto dell’Europa di cambiare paradigma, soprattutto sui temi dei migranti e della crescita. “Servono politiche di crescita, ampliando il piano Juncker e con politiche per i giovani”, ha spiegato Hollande, “un grande piano di sviluppo, come lo abbiamo abbozzato a Malta, alla Valletta. Ecco perché era importante, dopo il Brexit, allorquando populisti e nazionalisti puntano sulla disgregazione dell’Europa, che i Paesi del Mediterraneo lavorassero per la sua unita’”, ha concluso. È curioso che il Corriere della Sera, solitamente giornale patriottico e governativo al limite del leibnitzianesimo, dedichi l’apertura dell’edizione on line non al vertice in cui è presente il primo ministro italiano ma all’Ecofin informale di Bratislava, riportando soltanto dichiarazioni di critica al vertice di Atene e minacce di tagliare i viveri a Tsipras.
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La Carta di Atene e l’economia

Tornando alle cose serie, ecco un sunto della lista di impegni per l’economia presenti nella Carta di Atene:
– L’Europa deve mantenere la sua promessa di prosperità e di giustizia sociale. Abbiamo bisogno di maggiore crescita e più investimenti per superare la crisi economica, creare posti di lavoro, proteggere il nostro modello sociale e preparare il futuro delle nostre economie. Siamo determinati a difendere i trattati europei e a promuovere la coesione sociale e la convergenza.
– Affermiamo il nostro impegno nei confronti del processo di integrazione europea e dello sviluppo sostenibile dell’Europa sulla base della crescita economica equilibrata, la stabilità dei prezzi, e l’economia sociale di mercato altamente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale.
In particolare, chiedono i firmatari, l’UE deve promuovere gli investimenti raddoppiando il Piano Juncker e concentrando gli investimenti nell’economia digitale, nell’energia pulita, nelle infrastrutture, nella ricerca e nella formazione. È necessario promuovere gli investimenti per favorire la crescita economica e integrarla con politiche di sostegno finanziario e di investimento, come il completamento dell’unione bancaria e gli incentivi per gli investimenti a livello nazionale. E bisogna promuovere l’occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro: per questo è necessario migliorare il funzionamento dei mercati per accrescere la competitività e creare posti di lavoro. Un summit che non rimarrà unico nel suo genere visto che i sei si sono già dati appuntamento in Portogallo.  Assente oggi dal vertice di quello che è stato ironicamente soprannominato “Club Med” il premier spagnolo Mariano Rajoy, impegnato a Madrid in un negoziato serrato e logorante per la formazione di un nuovo governo. “Negli ultimi anni i nostri Paesi sono stati toccati in modo sproporzionato dalla crisi economica … e sono sul fronte della crisi migratoria. Siamo stati sulla linea del fronte delle crisi parallele che hanno messo alla prova l’Europa” ha detto Tsipras aprendo il vertice. In un’intervista al sito Euractiv, Tsipras ha aggiunto che la stagnazione economica, l’euroscetticismo e il rafforzamento dell’estrema destra sono problemi che vanno affrontati. “In questo dibattito i paesi mediterranei d’Europa possono e devono far sentire la loro voce. Il modo per contare di più è cercando un approccio comune e una posizione comune” ha detto Tsipras, secondo il quale serve “dare maggior impeto alla crescita e a una ricostruzione produttiva”. Il premier greco ha smentito che il vertice di oggi sia mirato a creare un cuneo all’interno dell’Unione. “È un grosso errore vedere la crescita come un processo che crea deficit” ha aggiunto ancora.

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