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Tutte le spese della Camera

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Tagli del 2,11% rispetto al 2015 e 40% della spesa ancora per pensioni e vitalizi. Il bilancio della Camera dei deputati licenziato ieri dall’assemblea è in chiaroscuro nonostante i tanti segni meno. La dotazione rimane di 943 milioni: questo il totale dei fondi chiesti allo Stato per il funzionamento della Camera dei deputati nel 2016. I finanziamenti sarebbero stati pari a oltre 996 milioni ma 47 sono stati restituiti all’erario. Ma 403 milioni, ovvero il 40% del totale, sono destinati a pagare assegni previdenziali agli ex dipendenti e vitalizi agli ex deputati: per il funzionamento degli organi il bilancio impegna il 27,6% delle risorse, mentre anche il costo delle pensioni incrementa del 4,32% rispetto al 2015. Il resto, spiega oggi Il Sole 24 Ore, è contrassegnato dal segno meno:

Dai servizi di ristorazione (-12,60%) alle spese telefoniche (-11,31%), dagli stipendi del personale (-10,58%) alla locazione di immobili (-11,66%), le spese subiscono ovunque una decurtazione a doppia cifra. Curiosamente, fanno segnare un trend in controtendenza, con un lieve aumento da quest’anno al 2018, gli emolumenti per il personale non dipendente. Austerity ovunque, tranne che per qualche eccezione: le manutenzioni ordinarie sono costate il 4,6% in più, il potenziamento delle strutture di supporto del Parlamento hanno avuto un’impennata del 211 per cento. Ed anche le commissioni d’inchiesta hanno drenato più fondi facendo segnare un più 20 per cento. Quanto alla categoria “patrimonio artistico, bibliotecario e archivistico storico”, la voce “opere d’arte” (comprensiva dei restauri) si ritrova accanto un più 20% ma in compenso le biblioteche hanno speso il 12% in meno e l’archivio storico ha ridotto i costi del 7 per cento.
Il risultato di questo lavoro di tagli è stata la restituzione al bilancio dello Stato di 47 milioni di euro, 30 dei quali facevano parte dell’avanzo di amministrazione accertato al termine dell’esercizio di competenza 2015, 6 dall’applicazione delle misure di riduzione delle retribuzioni del personale dipendente e 10,7 milioni dalle trattenute sui trattamenti previdenziali derivanti dall’applicazione ai vitalizi e alle pensioni del contributo di solidarietà sui trattamenti pensionistici più ricchi introdotto dalla legge di stabilità del 2014. Questa somma, dice la relazione dei questori allegata al bilancio, se aggiunta ai risparmi ottenuti nel 2013, 2014 e 2015, porta a un totale di«270 milioni di euro di risorse finanziarie liberate per il conseguimento di altre finalità di pubblica utilità»

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Tutte le spese della Camera (Il Sole 24 Ore, 4 agosto 2016)