Cultura e scienze

Striscia la Notizia e la bufala di Vittorio Sgarbi dietro le “fake news” sul reddito di cittadinanza

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Ieri Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio in cui accusa Vittorio Sgarbi di essere “dietro” le “fake news” sul reddito di cittadinanza. Il servizio mostra infatti un “fuori onda” in cui Vittorio Sgarbi parla con quello che Striscia la notizia definisce “un misterioso personaggio”, che gli dice: “Domattina bisogna compilare un modulo andando sul sito del Movimento 5 Stelle… A tutti i cittadini interessati, affrettatevi, abbiamo pochissime disponibilità… Li prendiamo per il c… così”. Sgarbi, dopo aver ascoltato la strategia del suo interlocutore, dà il via libera: “Sì sì, fallo fallo”.

Ora, a parte che è sbagliato parlare di fake news a proposito dei cittadini che si sono recati ai CAF per chiedere il reddito di cittadinanza visto che la notizia è vera (anche se i titoli con cui alcuni giornali l’hanno riportata sono stati esagerati) e visto che sulla vicenda non c’è niente da ridere, la persona che parla al telefono con Sgarbi è il suo addetto stampa storico Nino Ippolito (ed è strano che Striscia la notizia non lo abbia riconosciuto). Quello che dice Ippolito però è completamente diverso da quello che è accaduto in realtà.

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Ippolito parla infatti nel fuorionda di fare un post (“Domattina volevo fare un post di questi ironici, così gli inondiamo i siti…Da domattina sono in distribuzione 1000 euro presso i circoli del MoVimento 5 Stelle”) e non parla per nulla dei CAF e delle richieste; senza contare che Ippolito al Messaggero ha spiegato che quando c’è stata la telefonata con Sgarbi la Gazzetta del Mezzogiorno aveva già pubblicato l’articolo sul CAF di Giovinazzo: «Quando dico a Vittorio della mia idea la notizia era già uscita sul Corriere del Mezzogiorno il 7 marzo, tanto è vero che la stavano commentando insieme. Basta verificare i nostri social dove non c’è alcuna traccia della notizia bollata come fake news dai Cinque Stelle. I fatti dimostrano chiaramente come dietro questa storia non ci sono io, né tantomeno Sgarbi. Volevamo soltanto divertirci un po’, fare un po’ di satira. Ma ci abbiamo rinunciato subito. Uno scherzo che non ha mai avuto seguito».

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Mentre la questione della data è inverificabile, è certo che Ippolito parla di moduli: la sua idea somiglia molto di più a quella dei falsi moduli per il reddito di cittadinanza cominciati a circolare in quei giorni soprattutto su Whatsapp prima di finire, dopo la diffusione della storia dei CAF di Giovinazzo, sui social network.

EDIT: Striscia la notizia fa sapere che l’audio è stato preso da una partecipazione di Sgarbi a Dalla Vostra Parte che risale al 5 marzo scorso:

Come faceva Sgarbi a sapere già lunedì sera quello che i giornali avrebbero scritto due-tre giorni dopo? Avrà mica il dono della preveggenza?

Il punto è sempre lo stesso. Le richieste ai CAF non sono quello che si dicono Ippolito e Sgarbi al telefono: i due parlano di falsi moduli per il reddito di cittadinanza (ovvero, dello scherzo che in quelle stesse ore girava già su Whatsapp) e non di quanto accaduto a Giovinazzo.

Leggi sull’argomento: Perché non c’è niente da ridere nella storia del reddito di cittadinanza a Giovinazzo