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È il 2022 ma sembra il 1994: lo straniante viaggio nel tempo con Berlusconi giovane alla stazione Cadorna a Milano | VIDEO

@Enzo Boldi|

Stazione Cadorna

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate. Questa deve essere la sensazione dantesca (e infernale) in cui si ritrovano i passeggeri milanesi. Perché entrando nella Stazione Cadorna, uno degli snodi principali del sistema ferroviario milanese, ci si ritrova in un vero metaverso: le immagini di un Silvio Berlusconi ringiovanito e con i nuovi (più che altro vecchi) slogan di Forza Italia. Una campagna elettorale vecchio stampo, ma stavolta non stampata su carta e affissa sui cartelloni, tartassante a cui non si può fuggire.

Stazione Cadorna tempestata di manifesti elettorali di Silvio Berlusconi

Il video mostra solamente una porzione di quel che un pendolare, un cittadino o un viaggiatore si trova davanti agli occhi passando per la Stazione Cadorna. Perché all’interno la situazione è ancor “peggiore”.

Un Berlusconi d’annata (perché quel volto è chiaramente ringiovanito rispetto a quello attuale), accompagnato dallo slogan “Una scelta di campo” e dai loghi di Forza Italia e del PPE (anche per rivendicare il posizionamento politico internazionale del suo partito, che però è alleato con Fratelli d’Italia che fa opposizione al Partito Popolare Europeo).

La storia del 1994

Un Silvio ovunque. Mentre di acquista un biglietto, mentre si passa per i corridoi (quelli che portano alla metropolitana, ma anche quelli che servono come snodo tra i treni che viaggiano fuori e dentro il capoluogo meneghino). Insomma, è impossibile sfuggire a quel volto anche se un pendolare vuole comprarsi una bottiglietta d’acqua o altri prodotti in vendita all’interno della Stazione Cadorna. E Milano, dunque, si ritrova come nel 1994. All’epoca non c’erano i videowall – come quelli presenti in questi scatti -, ma la città era infestata di manifesti di Forza Italia per annunciare la discesa in campo di Berlusconi.

Ma, ancor prima (come narrato anche nella prima stagione della fortunata serie tv “1992”), la città era stata invasa da alcuni manifesti che – poi – hanno rivelato il loro obiettivo finale.

Dieci manifesti differenti al grido di “Fozza Itaia”, sparsi e ripetuti in giro per la città nel 1992. Non c’è mai stata la conferma che questi fossero i prodromi per annunciare la creazione di quel partito guidato da Berlusconi e che poi vinse le elezioni.