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La norma che facilita lo stalking telefonico dei call center

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Antonello Soro, Garante per la privacy, ha segnalato ieri che la norma sul telemarketing inserita nel disegno di legge sulla concorrenza, approvato due giorni fa in Senato con il voto di fiducia, e che modifica il codice della privacy, elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, liberalizzando il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima.

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La mappa dei call center (Il Messaggero, 5 maggio 2017)

La norma che facilita lo stalking telefonico dei call center

Per il garante della privacy la legge nasconde un tranello, perché «elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, liberalizzando il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima». I nuovi commi infatti si vanno ad inserire in quella parte della legge sulla privacy dedicata al registro delle opposizioni, un registro nel quale chiunque ha una linea di telefono fissa può iscriversi per non essere disturbato dai venditori telefonici (oggi sono 1,5 milioni i consumatori che lo hanno fatto). Per Soro, “si tratta di una soluzione diametralmente opposta a quella – fondata sul previo consenso all’interessato – ampiamente discussa nella commissione di merito dello stesso Senato, indicata dal Garante e, in apparenza, largamente condivisa. La norma peraltro risulta incoerente con la linea di maggiore tutela seguita dalla stessa commissione nell’ambito dell’esame del ddl sul Registro delle opposizioni”.

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Call center, cosa cambia (Corriere della Sera, 10 dicembre 2016)

Secondo il ministero dello Sviluppo Economico, invece, “l’emendamento, di origine parlamentare, è chiaramente finalizzato a fornire un ulteriore strumento di tutela dei consumatori. Il testo si pone infatti l’obiettivo di consentire a tutti gli utenti, a prescindere dal fatto di essere o meno iscritti, al registro delle opposizioni, di respingere eventuali chiamate non desiderate”. Il ministero spiega che l’esigenza di maggior tutela “discende del resto dalla diffusa percezione di inefficacia del sistema vigente come testimoniano le numerosissime segnalazioni che pervengono allo stesso Garante della privacy”.