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Stadio della Roma, il parere del Politecnico è positivo

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«Lo stadio si deve fare per forza. Verrà uno schifo, ma si farà»: le parole di Carlo Notarmuzi, funzionario del Palazzo Chigi dal 1993 e firmatario del parere unico per lo Stato in conferenza nei servizi nelle intercettazioni allegate all’indagine su Lanzalone hanno segnato per molto tempo in negativo il progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle, costringendolo al sostanziale stop di questi mesi. Ma, racconta oggi Repubblica Roma, il responso degli ingegneri del Politecnico di Torino, la squadra di consulenti scelta dal Campidoglio 5S per avere un parere il più trasparente possibile sul progetto del nuovo impianto giallorosso e del relativo business park, è arrivato venerdì a palazzo Senatorio. Parere positivo. Il masterplan non va riscritto, le carte sembrano tutte in ordine. Pure se restano dubbi sul fronte dei trasporti: nei giorni delle partite, in entrata e in uscita dal Gra e dall’Eur, si muoveranno 50 mila tifosi. La zona scelta è già oggi tra le più congestionate della città e, orfano del ponte di Traiano, il Colosseo bis rischia di mandare in sofferenza il quadrante Sud della capitale.

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Lo stadio della Roma senza torri (Il Tempo, 24 febbraio 2017)

Il responso degli ingegneri del Politecnico di Torino, la squadra di consulenti scelta dal Campidoglio 5S per avere un parere il più trasparente possibile sul progetto del nuovo impianto giallorosso e del relativo business park, è arrivato venerdì a palazzo Senatorio. Parere positivo, dunque. Il masterplan non va riscritto, le carte sembrano tutte in ordine.

Pure se restano dubbi sul fronte dei trasporti: nei giorni delle partite, in entrata e in uscita dal Gra e dall’Eur, si muoveranno 50 mila tifosi. La zona scelta è già oggi tra le più congestionate della città e, orfano del ponte di Traiano, il Colosseo bis rischia di mandare in sofferenza il quadrante Sud della capitale.

L’obiettivo a questo punto — mentre vanno avanti a cadenza settimanale gli incontri tra i manager del Comune, dell’As Roma e di Eurnova, ex società di Parnasi — è portare in consiglio comunale la variante al piano regolatore subito dopo le feste di Natale. È l’atto necessario per dare il via ai lavori. Il documento che, a 2.500 giorni dall’inizio delle trattative, ancora manca per posare la prima pietra a Tor di Valle.

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